Processo a porte chiuse in Cina per lo scultore Gao, accusato di vilipendio per un’opera su Mao

30.03.2026 14:55
Processo a porte chiuse in Cina per lo scultore Gao, accusato di vilipendio per un'opera su Mao

Arresto di Gao Zhen: l’artista di fronte alla giustizia cinese per vilipendio degli eroi del Partito

Gao Zhen, un artista cinese di 69 anni, è sotto processo a porte chiuse nella provincia di Hebei, accusato di vilipendio verso gli “eroi” del Partito-Stato. L’artista, noto per la sua opera provocatoria intitolata «L’Esecuzione di Cristo», che rappresenta il Redentore di fronte a sette fucilatori con il volto di Mao Zedong, è stato arrestato durante una visita in Cina nel 2024, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti nel 2022. Le accuse sono legate a una controversa legge del 2018 contro il “nichilismo storico”, voluta dal presidente Xi Jinping, che sancisce severe punizioni per chi interpreta gli eventi storici in modo contrario alla narrazione ufficiale, riporta Attuale.

Gao Zhen, già noto per le sue opere che criticano il Grande Timoniere, si trova ora a rischio di una condanna fino a tre anni di carcere. La situazione è rimasta in gran parte ignorata sia in Cina che all’estero, fino a quando il suo fratello Gao Qiang, rimasto negli Stati Uniti, non ha sollevato l’allerta dopo l’arresto avvenuto nell’agosto 2024.

Il suo caso è emblematico dell’atteggiamento repressivo del governo cinese nei confronti della libertà artistica e di espressione. Le opere di Gao, che includono ritratti dissacratori di Mao, erano state realizzate prima dell’entrata in vigore della legge contro il nichilismo. Tuttavia, la lungimiranza della legislazione gioca un ruolo decisivo: la famiglia, temendo l’applicazione retroattiva della legge, non si aspettava che Gao Zhen fosse arrestato al suo rientro in Cina, dove è stato catturato da un massiccio dispiegamento di forze di polizia.

La difesa di Gao ha cercato di combattere l’accusa su vari fronti, sottolineando che le opere incriminate erano state create prima dell’introduzione di normative così restrittive. Tuttavia, nel 2024, l’artista ha pubblicato i suoi lavori online, attirando l’attenzione delle autorità, con una delle sue opere utilizzata come immagine di copertura in una biografia non autorizzata di Mao.

Gao Zhen, attualmente in detenzione, ha rifiutato di dichiararsi colpevole, mentre la moglie, bloccata in Cina durante questo difficile periodo, ha dichiarato di non averlo visto dal suo arresto. In lettere inviate dalla prigione, Gao ha condiviso disegni creati con carta ritagliata, mentre la moglie esprime speranze per un rilascio anticipato, avendo già scontato metà della pena massima. “Ma siccome questa è la Cina, sperando nel meglio dobbiamo prepararci per il peggio,” ha commentato.

Questa vicenda è segnata da un passato doloroso: Gao Zhen ha vissuto gli orrori della Rivoluzione Culturale, un periodo in cui il padre, accusato di essere “un nemico di classe”, si suicidò in detenzione. Da New York, il fratello Gao Qiang ha dichiarato: “Siamo esausti di dover ancora fronteggiare i fantasmi della Rivoluzione Culturale e da tempo abbiamo smesso di produrre opere ispirate a quel periodo. Hanno tolto la libertà a un artista che ha quasi settant’anni in base a regole imposte decenni dopo. La situazione attuale in Cina è esattamente la stessa che avevamo criticato con le nostre opere.”

Il caso di Gao Zhen solleva interrogativi sulla libertà di espressione in Cina e sulle conseguenze artistiche dell’oppressione governativa, mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione.

1 Comment

  1. Incredibile come un artista possa essere perseguitato per la sua creatività. Sembra che la Cina stia tornando indietro nel tempo, nel buio della repressione. E noi qui, a lamentarci delle critiche, mentre là le persone rischiano la vita per esprimere il loro pensiero. Che tristezza…

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