Esplosione a Roma: inchiesta sull’incidente e possibili collegamenti con la campagna per Cospito
L’esplosione in un casolare di Roma sta suscitando serie preoccupazioni, ma la procuratrice aggiunta di Bologna, Morena Plazzi, ha dichiarato che non si può considerare un segnale di un pericolo eversivo diffuso. Plazzi, che dirige il pool antiterrorismo della Procura di Bologna e ha condotto indagini sull’ambiente anarchico, ha sottolineato la gravità dell’incidente, riportando le sue osservazioni a Attuale.
Un mese e mezzo fa, la situazione si aveva già aggravata con attentati alle linee ferroviarie e il dibattito acceso attorno al rinnovo del 41 bis per il leader della Fai, Alfredo Cospito. Plazzi ha escluso che l’esplosione potesse essere prevista, sottolineando che le indagini sui sabotaggi avvenuti il 7 febbraio non avevano portato a indizi di un’azione simile, evidenziando la differenza letale dell’esplosivo usato a Roma rispetto a quelli sequestrati precedentemente.
“Il crollo del casolare al Parco degli Acquedotti non era sicuramente un fatto che ci si potesse aspettare. […] Il potenziale degli ordigni ci racconta di contesti molto diversi: l’esplosivo che è deflagrato aveva una capacità di danno estremamente maggiore”, ha dichiarato Plazzi, aggiungendo che l’indagine sta valutando ulteriori sviluppi.
Riguardo alle due vittime dell’esplosione, la procuratrice ha accennato alla possibilità che potessero essere coinvolti in azioni legate alla campagna per Cospito, affermando che “le caratteristiche ci sono” e che la Procura di Roma sta lavorando per identificare possibili obiettivi. “Si tratta di una vicenda molto complessa, che richiede la massima attenzione”, ha concluso Plazzi.
Riguardo al rischio di un ritorno a un clima di terrore simile a quello di vent’anni fa, Plazzi ha affermato che, sebbene l’incidente sia grave, non indica l’inizio di una rinnovata fase di violenza anarchica, poiché storicamente le azioni sono spesso state condotte da singoli attori in modo indipendente e non coordinato.
Uno dei deceduti, Mercogliano, era stato processato insieme a Cospito per l’inchiesta Scripta Manent. “Questa inchiesta ha incluso diversi fatti avvenuti a Bologna, come la missiva esplosiva inviata a Cofferati nel 2005”, ha ricordato Plazzi, notando la fluidità del contesto anarchico e la dinamicità dei suoi membri.
Infine, la procuratrice ha commentato l’impatto che una “campagna di fuoco” potrebbe avere sulla causa di Cospito, suggerendo che un aumento della tensione potrebbe influenzare negativamente la decisione giudiziaria sul suo regime detentivo, pur riconoscendo che coloro che compiono tali azioni potrebbero non considerare queste implicazioni. Inoltre, l’attenzione rimane alta sul fronte delle indagini e della prevenzione.