Prodi accusa il Foglio di diffamazione: “Autentico sconcerto” per il presunto boicottaggio
“Autentico sconcerto”. Così Romano Prodi commenta le affermazioni riportate dal Foglio riguardanti un presunto boicottaggio della sua candidatura alle elezioni europee del 2024, orchestrato dalla leadership del Partito Democratico. La segretaria Elly Schlein ha definito la ricostruzione “destituita di ogni fondamento”, una posizione sostenuta anche dal presidente di minoranza del Pd, Stefano Bonaccini, che esprime “profonda amarezza” per il sospetto lanciato su di lui.
La narrazione di Carmelo Caruso sul Foglio appare piuttosto paradossale, nonostante la sua gravità. È inverosimile che il Pd rinunci al significativo contributo di voti provenienti dall’ex presidente del Consiglio, il quale potrebbe assicurare decine di migliaia di preferenze in aggiunta a quelle di partito. “Mai neanche ventilata una candidatura Prodi”, afferma chi è stato coinvolto nella compilazione delle liste, ribadendo che una simile opportunità sarebbe stata colta al volo.
Prodi, intanto, ha già avviato una campagna contro Schlein, alla quale in passato, nel 2013, aveva sostenuto le ambizioni politiche legate al movimento Occupy Pd. La direzione politica del partito sotto Schlein, però, non coincide con le preferenze storiche di Prodi, il quale ha sempre sostenuto Bonaccini. Recentemente, ha criticato la gestione del partito da parte di Schlein, accusandola di allontanare il Pd dalla sua vocazione maggioritaria, preferendo invece una collaborazione con il Movimento 5 Stelle e altri gruppi, minando così la base elettorale dem.
Inoltre, il Foglio ha insinuato motivazioni personali alla base del desiderio di Prodi di tornare in campo europeo, ricollegandosi al lutto per la scomparsa della moglie Flavia. Questa insinuazione ha scatenato la reazione di Prodi, che ha denunciato il “senso di volgarità” provato di fronte a tali affermazioni, sostenendo che “ogni misura è superata” quando si strumentalizzano aspetti privati e dolorosi della vita di una persona. Anche Schlein e Bonaccini si sono allineati con la posizione di Prodi.
In vista del referendum, Prodi ha fatto notare le contraddizioni del Foglio in merito alla deontologia delle fonti accusatorie. Secondo fonti interne al partito, l’accaduto potrebbe derivare da fantasiose suggestioni diffuse da esponenti dissidenti di Energia Popolare, senza adeguata verifica delle informazioni. Riporta Attuale.