Proposta di legge di Noi Moderati per vietare accesso ai social ai minori di 13 anni

01.04.2026 21:15
Proposta di legge di Noi Moderati per vietare accesso ai social ai minori di 13 anni

Nuova proposta di legge per proteggere i minori nell’era digitale

Roma, 1° aprile 2026 – Creare un ambiente digitale più sicuro per gli under 16 e vietare l’accesso alle piattaforme social ai minori di 13 anni: è questo l’obiettivo della proposta di legge presentata da Noi Moderati che mira anche a intervenire sulle dinamiche di dipendenza generate dagli algoritmi. Alla conferenza di presentazione erano presenti il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, la segretaria del partito, Mara Carfagna, e la senatrice Mariastella Gelmini. Lupi ha dichiarato: “Credo fosse indispensabile, per un partito che pone al centro educazione, formazione e famiglie, presentare una nostra proposta di legge sul tema, anche alla luce dei recenti casi di cronaca”, riporta Attuale.

Il contesto di questa iniziativa è segnato da eventi tragici, come l’accoltellamento della docente di francese Chiara Mocchi, avvenuto nella scuola media di Trescore Balneario da parte di un ragazzo di 13 anni in diretta su Telegram. Carfagna ha evidenziato che “le piattaforme sono diventate un luogo di dipendenza per i più piccoli, come dimostrato anche da recenti sentenze negli Stati Uniti d’America”. Un chiaro riferimento alla condanna di Meta e Google da parte del Tribunale di Los Angeles per aver progettato sistemi dipendenti. La segretaria ha aggiunto che “è necessario imprimere un’accelerazione alle proposte”, sottolineando che già esistono diversi testi al Parlamento volti a questo scopo e che un intervento tempestivo potrebbe condurre all’approvazione di una legge entro il 2027.

Gelmini, già ministra dell’Istruzione, ha messo in evidenza che “l’obiettivo non è criminalizzare le piattaforme, ma garantire un ingresso sicuro e graduale per i più giovani.” La proposta di legge introduce un divieto di utilizzo delle piattaforme social per i minori di 13 anni, mentre i ragazzi tra i 13 e i 16 anni potranno accedervi solo tramite un “profilo per adolescenti”, con impostazioni predefinite e limitazioni automatiche. Tra queste rientrano: il divieto di contatto e messaggistica da parte di adulti non autorizzati, l’impostazione dell’account in modalità privata di default, la disattivazione della geolocalizzazione precisa e il divieto di profilazione a fini pubblicitari.

La verifica dell’età e le procedure di controllo saranno affidate all’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che ha già messo a punto un modello efficace per l’accesso ai siti pornografici. Carfagna ha chiarito che le piattaforme coinvolte saranno quelle che permettono la condivisione di contenuti e l’interazione tra utenti, escludendo i servizi di messaggistica come WhatsApp e Telegram.

Un aspetto centrale della proposta è il “parental control”, che consentirebbe ai genitori di avere strumenti di controllo efficaci, potendo definire limiti di tempo e utilizzo, gestire contatti, limitare funzionalità disponibili e ricevere notifiche su attività rilevanti. Inoltre, si prevede di affrontare i meccanismi di dipendenza legati agli algoritmi, disattivando funzionalità progettate per aumentare il tempo di utilizzo, come la riproduzione automatica dei contenuti e le notifiche incentivanti.

Gelmini ha evidenziato la necessità di trovare un consenso, affermando: “In Senato ci sono diverse proposte e penso che quasi ogni partito abbia presentato un proprio testo. Sarebbe un bel segnale dare una prova di trasversalità e consapevolezza dell’emergenza. Siamo tutti genitori, tutti attenti ai temi della formazione.” Concludendo con un appello all’unità per giungere a una soluzione approvabile.

1 Comment

  1. Finalmente una proposta di legge seria!!! I bambini meritano di essere protetti dai pericoli del web… È incredibile pensare a che mondo si trova oggi, ci vorrebbe un po’ più di responsabilità!!! Ma che ne sarà della libertà di espressione? E chi controlla le piattaforme? Non si sa mai…

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