Proteste in corso: settimane di conflitto e l’ultimo blitz a San Marco

28.06.2025 06:25
Proteste in corso: settimane di conflitto e l'ultimo blitz a San Marco

Le proteste per le nozze di un miliardario: l’indignazione sociale si fa sentire a Venezia

Le recenti settimane di proteste contro il matrimonio di uno dei più ricchi al mondo evidenziano una crescente frustrazione sociale. Manifesti sparsi in città raffigurano il fondatore di Amazon, accompagnati dalla frase provocatoria: “Nel tempo che impieghi a leggere questo messaggio, la ricchezza di Jeff Bezos è aumentata più del tuo stipendio mensile”. La richiesta di tassare i milionari si fa sempre più pressante, culminando in appelli per una giustizia sociale che sembra sempre più distante. Un velo di invidia sociale si stende su quella che, altrimenti, potrebbe essere una nobile causa per la salvaguardia di un luogo unico e in pericolo. I gruppi ambientalisti, mossi da una fervida immaginazione, hanno attirato l’attenzione dei residenti, convinti che le nozze stravaganti (non le prime, né le ultime) rappresentino una manifestazione dei problemi cittadini. Criticare Jeff Bezos, visto come l’incarnazione della cupidigia americana, risulta semplice in ogni angolo del pianeta. La sua azienda è spesso etichettata come immorale per le pratiche lavorative e fiscali, nonché per la concorrenza spietata.

Un uomo simile non suscita auguri di felicità coniugale; anzi, ci si sente spinti a maledirlo, come a scrivere con un laser sui campanili “Fks Bzs”, che simboleggia l’indignazione collettiva. A San Marco, oltre a molte celebrità, è presente anche un moderno Robin Hood, pronto a portare avanti la sua battaglia. Da un’altra parte, il consigliere comunale di opposizione Giovanni Martini non perde l’occasione di commentare sarcasticamente la “grande sconfitta” del sindaco Luigi Brugnaro, descrivendo un’immagine di una città al servizio di Bezos, senza nemmeno essere stato invitato al matrimonio, anzi, con la possibilità di non avere nemmeno una foto accanto al miliardario. Secondo Martini, è avvenuto esattamente ciò che si temeva: la città asservita al potente. La situazione è amplificata dallo scandalo relativo alla zona intorno alla chiesa della Madonna dell’Orto, inaccessibile ai cittadini, e dalla grande presenza di forze dell’ordine pagate dallo Stato, ovvero da noi stessi.

La questione economica è centrale, ruotando attorno ai nostri soldi e a quelli di Bezos. Anche Ilaria Salis, eurodeputata, ha preso parola con fervore, descrivendo Bezos come “oscenamente ricco” e detentore di una fortuna incomprensibile per una persona comune. Lo definisce come uno dei più potenti oligarchi sotto la corte di Trump, che presumeva di poter affittare l’intero centro storico di Venezia solo per sé e i suoi amici miliardari, trasformando la città in una Disneyland personale. Il prezzo che avrebbe pagato per questo? Solo tre milioni di euro. Una cifra che si traduce in una presenza pubblicitaria per la città, priva di costi diretti ma capace di far parlare di sé in tutto il mondo.

Salis stesso ammette che Venezia rappresenta ben altro: “Questa è una lotta di classe contro la super élite capitalistica. È una battaglia culturale per affermare che gli interessi del popolo devono prevalere su quelli dei potenti”. Anche l’architetto Leonora Carrano sostiene la protesta contro Bezos, sebbene con toni diversi. Nel suo blog, sottolinea che ciò che si osserva in questi giorni nella Laguna è un malessere profondo, un sentimento condiviso in ogni città, segnata da spazi sempre più commercializzati. Ogni atto spontaneo sembra sospetto, mentre ogni presenza non commerciale appare come un intralcio. Il divieto di sostare, il divieto di giocare; ogni piazza subisce un esproprio temporaneo. Infine, il decoro è sempre un affare di soldi: non disturba l’albero di Natale firmato Bulgari, kitsch e inopportuno per una scena così iconica, ma disturba il turista affaticato sui gradini.

Un clima di tensione, quindi, permea la festa e il contesto in cui si svolge, portando a interrogarsi sulle responsabilità e sull’identità di una città come Venezia, messa a dura prova dal contrasto tra ricchezze straordinarie e la vita quotidiana dei suoi abitanti, riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere