
Le recenti tensioni intorno all’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur si intensificano, mentre manifestazioni di agricoltori europei si svolgono a Bruxelles, culminando in un corteo di trattori. La premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron hanno deciso di sospendere la firma dell’accordo, rimandando la discussione per rafforzare le clausole di salvaguardia, riporta Attuale.
Le manifestazioni si devono principalmente a due fattori: la nuova Politica Agricola Comune (PAC) e le preoccupazioni riguardanti la concorrenza sleale derivante dall’apertura del mercato ai prodotti sudamericani. Gli agricoltori affermano che la proposta della Commissione di un fondo unico per l’agricoltura comporterebbe un taglio di circa il 20% dei finanziamenti, con implicazioni dirette sulla produttività del settore. La gestione delle risorse sarebbe trasferita agli Stati membri, innescando una possibile rinazionalizzazione delle politiche agricole.
Perchè i manifestanti protestano? Il nodo PAC
Le proteste, principalmente contro la nuova PAC post-2027, evidenziano le timori degli agricoltori circa una riduzione significativa dei fondi, stando alle stime, oltre 80 miliardi di euro. La nuova proposta prevede l’unificazione delle risorse per l’agricoltura con quelle per la coesione, potenzialmente compromettendo l’integrità della PAC e riducendo la capacità di investimento nel settore agricolo.
Le proteste sull’accordo Mercosur
La questione Mercosur è emersa come un ulteriore punto critico. L’accordo di libero scambio, temuto dagli agricoltori europei per il possibile afflusso di prodotti a basso costo e non conformi agli standard europei, mette in pericolo la competitività dell’agricoltura e dell’allevamento sull’Old Continent, dove i requisiti per la produzione sono significativamente più rigorosi.
Il punto di vista italiano: l’eurodeputata dem Camilla Laureti
Camilla Laureti, eurodeputata del Partito Democratico, sottolinea l’importanza strategica dell’accordo con il Mercosur, richiedendo una revisione approfondita delle tutele nei negoziati. Ha evidenziato l’urgenza di migliorare il sistema di monitoraggio delle importazioni, chiedendo un approccio di reciprocità per assicurare la qualità dei prodotti. «Abbiamo bisogno di misure di salvaguardia provvisorie per proteggere i settori più vulnerabili», ha dichiarato Laureti, evidenziando anche il ruolo critico delle tempistiche e delle procedure per attivare tali misure.
«Le destre ci facciano uscire da questa ambiguità»
Riguardo alle due settimane di tempo concesse da Meloni, Laureti ha evidenziato l’inerzia delle forze di centrodestra nel sostenere proposte di salvaguardia, esprimendo la speranza che queste forze divergano dalla loro attuale ambiguità per non compromettere l’accordo.
Il punto di vista italiano: l’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza
Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha espresso una posizione più cauta, evidenziando l’importanza di proteggere i produttori italiani e chiedendo un ripristino delle risorse in agricoltura. È tornato a Bruxelles per supportare le rivendicazioni degli agricoltori, chiedendo un ripensamento dei tagli previsti dalla Commissione Europea che minacciano il settore agricolo italiano.
«Due settimane per rafforzare salvaguardia»
Fidanza ha ribadito che le prossime due settimane saranno cruciali per stabilire salvaguardie adeguate per gli agricoltori, evidenziando la necessità di affermare il principio di reciprocità e di garantire stanziamenti necessari per le politiche agricole.
Incredibile come la politica agricola possa influenzare così tanto il nostro futuro. Le manifestazioni in Belgio sono solo l’inizio di un conflitto che rischia di destabilizzare tutto. E chi paga? Sempre noi agricoltori, con il sudore e le lacrime. Non vorrei trovarmi a competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard!