Iran: la rivolta cresce mentre gli ayatollah intensificano la repressione
Nei primi dodici giorni della nuova rivolta in Iran, gli ayatollah hanno giustiziato decine di persone per ricordare alla popolazione cosa possa accadere in caso di disobbedienza al regime. I manifestanti, che urlano «non abbiamo più paura», continuano a scendere in piazza per protestare contro le condizioni economiche disastrose del Paese, al collasso, riporta Attuale.
La rivolta è partita dai bazar di Teheran e ha coinvolto oltre cento città e ventisei province su trentauno in tutto il Paese. Mentre le proteste si allargano, la repressione diventa sempre più brutale. Il presidente riformista Massoud Pezeshkian ha esortato le forze di sicurezza a non intraprendere azioni contro i manifestanti pacifici, distinguendoli dai «rivoltosi». Tuttavia, Ali Khamenei, Guida suprema del Paese, ha messo in guardia, affermando che chi utilizza armi contro le forze dell’ordine è da considerarsi un teppista.
In un contesto di crescente tensione, il generale Amir Hatami, capo dell’esercito iraniano, ha minacciato un intervento militare preventivo, rispondendo alle dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito il regime di fermare il massacro dei civili. Hatami ha affermato che la Repubblica Islamica considera questa retorica anti-iraniana una minaccia e non rimarrà in silenzio.
Recenti scontri armati a Lordegan, a 455 chilometri a sudovest di Teheran, hanno provocato la morte di due agenti di polizia e ferimenti a trenta persone. Gli agenti sono stati attaccati con pietre, seguite da colpi di arma da fuoco. Inoltre, a Bojnourd, i manifestanti hanno vandalizzato la moschea Imam Khomeini e dato fuoco a una libreria di Corani, esprimendo la loro ferma opposizione al regime.
Nonostante le difficoltà, internet rimane un mezzo cruciale per mappare i luoghi dell’insurrezione e registrare gli slogan dei manifestanti, tra cui «morte al dittatore», «Iran libero» e «vogliamo Pahlavi». Le fonti riportano un crescente numero di vittime, con al momento 39 morti e centinaia di arresti, quasi 2.000, nelle varie manifestazioni.
Un messaggio giunge anche dagli Stati Uniti, dove l’influencer di estrema destra Laura Loomer ha suggerito a Donald Trump di invitare Reza Pahlavi nello Studio Ovale, accompagnato da Elon Musk, con l’intento di offrire Starlink gratuitamente al popolo iraniano fino alla caduta della dittatura.