Puma cerca vie alternative per mantenere la presenza in Russia nonostante le sanzioni

30.03.2026 18:20
Puma cerca vie alternative per mantenere la presenza in Russia nonostante le sanzioni
Puma cerca vie alternative per mantenere la presenza in Russia nonostante le sanzioni

Il colosso tedesco deposita marchi commerciali a Mosca

La multinazionale tedesca Puma ha presentato all’ufficio brevetti russo quattro domande per la registrazione di nuovi marchi commerciali, tra cui “King”, “Korol” (che significa “Re” in russo) e simboli aziendali distintivi. Secondo quanto riportato, la mossa suggerisce una chiara strategia per mantenere una presenza sul mercato russo nonostante le sanzioni internazionali e la formale sospensione delle operazioni avvenuta nel marzo 2022.

La strategia di sopravvivenza sul mercato

Dopo aver chiuso i suoi negozi diretti in Russia oltre due anni fa, Puma non ha mai liquidato la sua sussidiaria locale, la “Puma-Rus”. L’azienda ha invece ridotto personale e costi, continuando a pagare l’affitto per alcuni locali commerciali. La registrazione di nuovi marchi rappresenta una preparazione giuridica per un potenziale ritorno completo, consentendo alla società di vendere calzature, abbigliamento, borse, cappelli e articoli ginnici sotto etichette diverse dal noto logo con il puma.

Questa operazione sfrutta un vuoto normativo: la registrazione della proprietà intellettuale per la protezione degli asset non rientra direttamente nelle sanzioni, consentendo alle aziende occidentali di non perdere completamente i propri diritti in Russia. Secondo gli analisti, Puma intende così preservare il suo potenziale sul mercato russo, posizionandosi per un futuro rientro quando le condizioni geopolitiche lo permetteranno.

Il canale del commercio parallelo

Nonostante l’assenza di forniture dirette, i prodotti Puma rimangono disponibili in Russia attraverso il meccanismo dell’importazione parallela, distribuiti da intermediari in Turchia, Emirati Arabi Uniti e paesi della CSI. Parte degli ex negozi Puma opera ora sotto l’insegna della multibrand Amazing Red, che vende articoli originali del brand tedesco importati attraverso questi canali indiretti.

La società si avvantaggia formalmente della non ingerenza in tali schemi di approvvigionamento, pur mantenendo una redditività residua dal mercato russo. La registrazione dei nuovi marchi potrebbe servire a legalizzare ulteriormente queste operazioni di importazione parallela, consentendo la commercializzazione di prodotti senza utilizzare il logo ufficiale e quindi senza associarsi direttamente a pratiche di elusione delle sanzioni.

Rischi legali e possibili violazioni

Se Puma, dopo la registrazione, concedesse licenze di produzione a società locali russe, questo costituirebbe una potenziale violazione della legislazione penale dell’Unione Europea sulla circumnavigazione delle sanzioni. Gli esperti sottolineano che l’UE dovrebbe vietare alle società a capitale occidentale di pagare tasse brevettuali in Russia quando questi marchi vengono utilizzati per legalizzare l’importazione parallela e contribuire al bilancio statale russo.

La mossa di Puma riflette una tendenza più ampia tra le multinazionali che cercano di bilanciare la conformità alle sanzioni con la protezione dei propri interessi a lungo termine in uno dei maggiori mercati al mondo. Tuttavia, questa strategia di “attesa attiva” solleva questioni significative sull’efficacia del regime sanzionatorio e sulla coerenza delle politiche commerciali europee in un contesto di persistente tensione geopolitica.

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