Putin perde influenza in Siria, Iran e Venezuela, l’Unione Europea più forte con Kiev al fianco

09.02.2026 22:35
Putin perde influenza in Siria, Iran e Venezuela, l'Unione Europea più forte con Kiev al fianco

Kiev: l’ambasciatrice Ue Mathernova discute la cooperazione militare con l’Ucraina

Vladimir Putin ha fallito i suoi obiettivi strategici, volendo conquistare Kiev in pochi giorni, ma dopo quattro anni non ha ottenuto nulla di significativo. Inoltre, la Nato, che Putin intendeva indebolire, è ora più forte che mai, con l’aggiunta della Finlandia. La Russia ha subito sconfitte in Siria, Iran e Venezuela. L’Unione Europea ha contribuito a queste debacle, ma resta da chiarire come intenda capitalizzarle. Da settembre 2023, come ambasciatrice della Ue a Kiev, Katarina Mathernova è convinta che l’Europa sarebbe molto più forte con l’Ucraina come membro a pieno titolo nella nostra organizzazione, riporta Attuale.

Cosa è cambiato nelle politiche europee nei confronti di Kiev?
«Il collasso dell’ordine internazionale post-Seconda Guerra Mondiale ha segnato una fine significativa della dipendenza della sicurezza europea dagli Stati Uniti. La guerra è iniziata con il sostegno dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina, ma ora l’Europa riesce a gestire molto più di quanto si potesse prevedere. Non possiamo dire che la Ue faccia già abbastanza per garantire la vittoria dell’Ucraina, ma questa potrebbe arrivare grazie alle incredibili capacità di combattimento ucraine e ai cambiamenti geopolitici».

Com’è cambiato l’ottimismo riguardo alla vittoria ucraina?
«A settembre 2023 vi era un clima di ottimismo, la vittoria ucraina sembrava imminente. Oggi, invece, ci troviamo in una fase di maggiore realismo. Tuttavia, l’Europa è molto più attiva, convinta che l’Ucraina sia parte integrante del nostro sistema di sicurezza».

Però gli Stati Uniti sono ancora al centro dei dialoghi di pace…
«Non vedo particolare ottimismo in questo momento. Non siamo al tavolo delle trattative, ma credo che sia una fase necessaria per capire le complicazioni che affronteremo nel 2026. Penso che l’Europa rimanga centrale nella ricerca di una soluzione al conflitto e per il futuro dell’Ucraina».

Cosa sta fornendo l’Europa all’Ucraina?
«Dall’inizio della guerra abbiamo inviato aiuti per un valore di 193,3 miliardi di euro, di cui oltre 69,3 miliardi in materiali bellici e addestramento militare. Nulla è stato dato da altri come noi. Parte di questo supporto include oltre 10.000 generatori per affrontare la crisi energetica causata dai bombardamenti russi contro le infrastrutture. I nostri finanziamenti garantiscono anche il funzionamento della macchina statale, coprendo stipendi dei funzionari pubblici, pensioni e servizi di base».

E i 90 miliardi di aiuti già stanziati per il 2026-27?
«Di questi, 30 miliardi andranno al settore civile e 60 a quello militare».

Qual è il tipo di supporto militare fornito?
«Inviamo armi, munizioni e sistemi di difesa aerea, e contribuiamo a pagare gli stipendi dei soldati e a finanziare l’industria bellica ucraina, che è in costante contatto con le sue forze armate. Recentemente ho avuto un lungo incontro con il nuovo ministro della difesa, Mykhailo Fedorov, che sta andando a Bruxelles per discutere questi temi».

È incluso il meccanismo di acquisto di armi statunitensi, noto come Purl?
«Se ne sta discutendo, e credo che non si voglia dedicare al Purl più del 35% delle spese militari complessive, il che significa che la maggioranza degli apporti militari sarà europea».

Riguardo alla carenza di armi antiaeree, l’Europa può fornire aiuto?
«Il problema è serio. Nei magazzini europei ne rimangono poche, e chi le ha non vuole privarsi di esse. Tuttavia, gli ucraini hanno sviluppato buoni modelli di droni anti-droni e ora hanno bisogno di finanziamenti per la loro produzione».

E per quanto riguarda i missili anti-missile?
«È una questione complicata poiché queste armi scarseggiano e sono costose».

Come sta funzionando la cooperazione tra industrie belliche europee e ucraine?
«Sta funzionando. La nostra ambasciata ha aperto un ufficio dedicato dal 2024: esperti europei arrivano per studiare l’esperienza bellica ucraina. A Kiev è stata inaugurata Brave One, una piattaforma che connette le aziende ucraine con i partner europei. I governi tedesco, francese e danese facilitano particolarmente questi scambi».

La crisi umanitaria in Ucraina è gravissima. Qual è la situazione?
«La Russia sta riducendo il paese al freddo e al buio durante un’ondata di gelo, e il mondo sta reagendo in modo insufficiente. Anche Kiev è sull’orlo di una catastrofe umanitaria, nonostante noi abbiamo fornito 3.000 generatori. L’Europa ha intensificato l’export di energia verso l’Ucraina ma recenti attacchi russi hanno colpito le linee di alta tensione. Putin ha normalizzato i suoi crimini di guerra quotidiani, mirando a congelare un’intera popolazione. Trovo terribile che la comunità internazionale sembri distratta».

La portavoce del ministero degli Esteri russo ha recentemente commentato le sue foto in modo offensivo. Come ha reagito?
«Ho trovato il commento totalmente fuori luogo e inappropriato. Ancora una volta, i russi cercano di farci dimenticare che sono stati loro ad attaccare l’Ucraina e si sforzano di rovesciare la responsabilità della guerra sull’Europa».

1 Comment

  1. Che situazione drammatica… È incredibile come l’Europa stia finalmente capendo l’importanza di supportare l’Ucraina. Non possiamo rimanere indifferenti, specialmente ora che il freddo si fa sentire. Alziamo la voce per questi uomini e donne che soffrono, è una questione di umanità!

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