Quanti missili rimangono all’Iran? Stime Usa sull’arsenale dei Pasdaran dopo un mese di guerra

29.03.2026 08:15
Quanti missili rimangono all'Iran? Stime Usa sull'arsenale dei Pasdaran dopo un mese di guerra

Continua la guerra dei missili tra Iran e Stati Uniti con conseguenze crescenti

La guerra dei missili in corso in Iran continua a evolve, con i Pasdaran che hanno ridotto la frequenza dei lanci, passando a circa una dozzina al giorno, secondo esperti militari. Nonostante la diminuzione delle operazioni, i lanci continuano a causare danni significativi e sono indirizzati verso obiettivi considerati strategici, compresi alcuni velivoli americani nella base Prince Sultan in Arabia Saudita, dove si sono registrati circa quindici feriti, riporta Attuale.

Le notizie dai fronti rivelano che l’Iran utilizza ancora missili, ma esistono dubbi sulla quantità esatta di armamenti rimasti. Il Pentagono ha affermato di aver neutralizzato circa un terzo dell’arsenale missilistico iraniano, ma le informazioni rimangono confuse. Le operazioni aeree statunitensi si sono concentrate anche sulle fabbriche di armi e sulle cosiddette “città dei missili”, strutture sotterranee progettate per proteggere le attrezzature militari.

Inoltre, gli analisti segnalano che Teheran non ha ancora utilizzato i suoi missili più moderni, come il Qassem Basir. Questo suscita preoccupazioni, con i responsabili militari delle potenze occidentali che speculano su se questi arsenali siano conservati per azioni future o se siano in fase di miglioramento. I Pasdaran, nel tentativo di mantenere alta la propria capacità di risposta, hanno intensificato l’uso dei droni kamikaze, integrando anche supporto dalla Russia.

L’analisi sulla capacità militare iraniana evidenzia che i totalizzatori di missili non sono certi, poiché i tecnici avvertono che la vera efficienza del sistema missilistico iraniano non può essere misurata subito. Le aspettative riguardanti il potere di fuoco del regime potrebbero quindi essere errate. Mentre gli Stati Uniti continuano a consumare risorse, con quasi 850 missili da crociera Tomahawk lanciati, emerge la necessità di monitorare costantemente le scorte di munizioni, visto il timore di carenze in un contesto di potenziale escalation.

Le manovre militari si intensificano, con le operazioni di ricognizione e attacco fatte attraverso satelliti e droni, mentre gli esperti sottolineano che le strutture missilistiche iraniane, anche se danneggiate, potrebbero rimanere operative. Questo delicato equilibrio nella regione continua a catturare l’attenzione della comunità internazionale, con conseguenze significative per la stabilità del Medio Oriente.

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