Raid Usa su Kharg: Trump annuncia bombardamenti per proteggere il transito nello Stretto di Hormuz

14.03.2026 08:55
Raid Usa su Kharg: Trump annuncia bombardamenti per proteggere il transito nello Stretto di Hormuz

Trump annuncia bombardamenti decisivi contro l’Iran, l’attenzione si concentra sul transito nello Stretto di Hormuz

«Pochi istanti fa, su mia direzione, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei bombardamenti più potenti nella Storia del Medio Oriente e ha completamente annientato ogni obiettivo militare nel gioiello della corona dell’Iran, l’isola di Kharg», ha dichiarato il presidente Donald Trump ieri sera sul suo social Truth. Ha aggiunto di aver scelto di non abbattere le infrastrutture petrolifere sull’isola «per ragioni di decenza», ma ha avvertito che una possibile interferenza con il transito delle navi nello Stretto di Hormuz potrebbe portarlo a rivalutare questa decisione, riporta Attuale.

La situazione si è aggravata la scorsa settimana quando Israele ha colpito 30 depositi di carburante in Iran, creando attriti tra i due alleati nella loro operazione militare congiunta. Gli israeliani avevano avvisato dell’attacco, ma la sua portata ha sorpreso gli americani. Un consigliere di Trump ha affermato: «Al presidente non piace questo attacco, vuole salvare il petrolio, non bruciarlo. E questo ricorda alla gente i prezzi più alti della benzina».

Nell’amministrazione statunitense c’è preoccupazione che attaccare infrastrutture civili in Iran potrebbe essere controproducente e spingere la popolazione ad appoggiare il regime. Colpire le strutture petrolifere ha anche ripercussioni sui mercati; il presidente desidera evitare un ulteriore aumento del prezzo del petrolio, che ha già superato i 103 dollari al barile, registrando un aumento del 40% dall’inizio della guerra. L’attacco di ieri sera serve da avvertimento al regime, dimostrando che la possibilità di colpire gli impianti petroliferi di Kharg rimane una leva significativa che Trump spera di non dover utilizzare.

Con l’obiettivo di garantire il sblocco del transito petrolifero nello Stretto di Hormuz, Trump sta cercando di neutralizzare ogni mezzo militare iraniano potenzialmente minaccioso per le petroliere. Ha annunciato che la Marina statunitense potrebbe, se necessario, scortare le navi attraverso lo stretto, invitando gli equipaggi a mostrare «coraggio» e sottolineando che l’Iran «non ha più una Marina».

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che «non ci sono prove chiare» di nuove mine iraniane nello Stretto. Dall’isola, a 25 chilometri dalla costa iraniana, passa il 90% delle esportazioni di greggio della Repubblica Islamica, gran parte delle quali destinate al mercato cinese. Gli impianti di Kharg sono di importanza strategica e gli ayatollah li hanno potenziati e tutelati nel corso degli anni.

Kharg è storicamente considerata dagli americani un bersaglio strategico. Già nel 1988, Trump aveva suggerito di prendere il controllo dell’isola, mentre nel novembre 1979, l’amministrazione di Jimmy Carter ricevette una proposta di intervento per strappare Kharg all’Iran, proposta che non fu mai messa in atto.

Durante la notte, i bombardieri dell’aeronautica militare statunitense hanno colpito tutti i bersagli militari presenti a Kharg, inclusi i depositi di missili e mine, secondo fonti del New York Times. In un’intervista con Fox News Radio, Trump aveva dichiarato che un’invasione terrestre dell’isola non era «ai primi posti nella lista» delle operazioni militari, sebbene «potrei cambiare idea». L’annuncio dell’invio di 2500 marines e una nave d’assalto anfibia ha suscitato preoccupazioni su una potenziale operazione terrestre, nonostante la Casa Bianca sia consapevole della pressione significativa da parte dei sostenitori di Trump affinché gli Stati Uniti escano al più presto da questo conflitto.

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