Ravenna blocca il transito di esplosivi diretti a Israele
Ravenna, 20 settembre 2025 – Il sindaco Alessandro Barattoni ha dichiarato di aver bloccato il transito di due container contenenti esplosivi diretti a Israele, dopo aver ricevuto avvisi da lavoratori portuali e aver consultato le autorità locali. Questa decisione riflette la ferma volontà della città di non essere complice nel conflitto che coinvolge civili innocenti, riporta Attuale.
Barattoni ha sottolineato che questa scelta è motivata dalla preoccupazione per le violenze quotidiane subite da donne e bambini a Gaza, affermando: “La nostra città non vuole essere coinvolta nel massacro quotidiano di civili innocenti”. La decisione è stata comunicata ufficialmente al ministro Salvini in una lettera inviata il 2 settembre, in cui si evidenzia l’impegno della comunità locale a mantenere un posizionamento etico in un contesto di crescente conflittualità.
Riguardo alle possibili ripercussioni sul porto, il sindaco ha dichiarato che la storia del porto di Ravenna è segnata da momenti di crisi, tra cui la perdita di traffico commerciale con l’Ucraina a causa della guerra. Tuttavia, ha espresso fiducia nel fatto che il porto possa trovare nuove opportunità, affermando: “Se ci dovessero essere conseguenze, siamo pronti a lavorare insieme con gli operatori portuali per la ricerca di nuovi traffici”. Barattoni ha inoltre affermato che non crede che il traffico di armi debba determinare le sorti del porto, sottolineando l’importanza di un chiaro messaggio da parte dei sindaci in momenti di crisi.
Sebbene l’amministrazione comunale non possa controllare direttamente le operazioni del porto, Barattoni ha esortato la società di gestione Sapir a considerare azioni legali per impedire che armi vengano destinate a paesi in conflitto. In merito alla mancanza di una posizione forte da parte del Governo italiano, ha affermato: “Da due anni è in corso un’operazione militare di larga scala del governo Netanyahu, e il Governo non sta facendo nulla. Questa presa di posizione locale potrebbe aiutare a dare impulso a una risposta più forte da parte delle istituzioni nazionali”.
Il sindaco ha concluso mettendo in evidenza la necessità di un allineamento con i principi della Costituzione italiana, ribadendo che “se il governo è d’accordo con Netanyahu, deve dirlo. Altrimenti deve agire per rispetto della nostra Costituzione, che prevede come articolo fondamentale il rifiuto della guerra.”