Referendum giustizia 2026: Orsina analizza le implicazioni politiche per governo e opposizione

22.03.2026 02:25
Referendum giustizia 2026: Orsina analizza le implicazioni politiche per governo e opposizione

Riflessioni sul Referendum: L’Impatto sull’Equilibrio Politico Italiano

Roma, 22 marzo 2026 – A un anno dalle elezioni politiche, il voto sul referendum avrà un impatto significativo, ma qualunque sia il risultato, non si prevede un eventuale clamoroso ribaltamento negli equilibri tra centrodestra e centrosinistra. Giovanni Orsina, politologo e direttore della Luiss School of Government, esamina le implicazioni e le prospettive future, riporta Attuale.

“Secondo me né in caso di vittoria del No né in caso di vittoria del Sì avremo delle conseguenze clamorose: non prevedo crisi di governo o grosse trasformazioni negli equilibri della maggioranza e non prevedo neanche, in caso di vittoria del Sì, dimissioni di Elly Schlein. L’impatto politico ci sarà, sarà importante ma non devastante”, ha affermato Orsina.

In caso di vittoria del No, “Meloni ne uscirebbe indebolita, indiscutibilmente. Questa sarebbe la sua prima vera sconfitta, un colpo duro che potrebbe avviare un processo di indebolimento. Se Fdi comincia a calare nei sondaggi, i partner di governo potrebbero innervosirsi, mentre l’opposizione tornerebbe a trovare fiducia in se stessa. Una potenziale vittoria del No potrebbe avviare un effetto valanga per Meloni”, ha avvertito.

Orsina ha aggiunto che, diversamente da Renzi, Meloni non si dimetterà in caso di sconfitta: “C’è una grandissima differenza con Renzi: non c’è alternativa. Renzi era alla guida di un partito che ha potuto continuare anche in sua assenza. Nel caso di Meloni, andare al voto non conviene in una posizione di debolezza, e non conviene ai suoi partner di governo né all’opposizione, che non è pronta”.

Se invece vincesse il Sì, “il governo sarebbe molto rafforzato e Meloni guarderebbe alle elezioni del 2027 con ottimismo. Tuttavia, dovrebbe evitare un comportamento arrogante, che potrebbe rivelarsi un boomerang. Se riescono a mantenere l’equilibrio e ad affrontare le sfide senza errori, avrebbero una via spianata verso le prossime elezioni”, ha concluso Orsina.

Le elezioni non riguardano solo gli schieramenti attuali, ma anche l’opposizione interna al Partito Democratico: “Vedremmo un rafforzarsi dell’opposizione interna a Schlein e della parte schierata per il Sì, ma il Pd non è autolesionista al punto di cambiare segretaria a un anno dal voto. Schlein sarebbe indebolita e i vari Picierno sarebbero rinvigoriti. La costruzione del campo largo sarebbe parecchio ostacolata”.

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