Polemica sull’incontro presso la sede di Fratelli d’Italia, dove esponenti di partito, inclusa Arianna Meloni, hanno incontrato un membro del palazzo dei Marescialli. Le critiche dell’opposizione si fanno sentire, mentre il capogruppo Galeazzo Bignami difende la posizione della sua formazione. Lo scrive Attuale.
La campagna per il referendum sulla giustizia, previsto per la primavera, si è trasformata in un campo di battaglia politicamente carico. Il centrodestra spinge per un voto “No”, contrapposto alla posizione del centrosinistra che si schiera per il “Sì”. Negli ultimi giorni, il dialogo interno al centrodestra ha visto l’emergere di figure di spicco, tra cui Isabella Bertolini, membro laico del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che ha partecipato a un vertice sulla campagna referendaria tenutosi nella sede di Fratelli d’Italia.
Secondo il Fatto Quotidiano, all’incontro erano presenti esponenti ai vertici dei partiti di centrodestra e parlamentari con competenze giuridiche, tra cui Arianna Meloni, Giovanni Donzelli, Galeazzo Bignami, il sottosegretario Alfredo Mantovano, Enrico Costa e Pierantonio Zanettin di Forza Italia, nonché Simonetta Matone della Lega e Gaetano Scalise di Noi Moderati.
Bonelli: «Una storia che fa il paio al caso Ghiglia»
Questa situazione ricorda l’incontro che ha scosso il panorama politico un mese fa, quando il membro del Garante della privacy, Agostino Ghiglia, ha avuto un colloquio con Arianna Meloni poco prima della decisione dell’autorità di infliggere una multa a Report per 150mila euro. «Questa storia fa il paio con il caso Ghiglia», ha dichiarato il leader di Avs Angelo Bonelli, evidenziando come la maggioranza utilizzi organi indipendenti dello Stato per fini politici.
Bignami: «Perché nessuno parla delle riunioni tra Pd e Anm?»
Il deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, risponde duramente: «Risulta più grave che magistrati partecipino a riunioni riservate del Pd contro una riforma del legislatore. Questo è ciò che chiamiamo separazione dei poteri». Bignami interroga: «Perché non si commentano le riunioni riservate tra Anm e le sinistre?». Le sue parole si riferiscono a audizioni informali organizzate dal Pd all’inizio di settembre, che hanno visto la partecipazione di rappresentanti del mondo giuridico, tra cui Cesare Parodi, presidente dell’Anm.
Chi è Isabella Bertolini?
La questione centrale rimane di carattere politico, da comprendere attraverso il profilo di Bertolini. Eletta nel 2023 come membro laico del Csm, appartiene a una categoria di esperti selezionati dal Parlamento, che includono professori universitari di diritto e avvocati con almeno 15 anni di esperienza. Bertolini ha una carriera politica consolidata: è stata deputata per dodici anni, cambiando poi schieramento da Forza Italia alla Lega nelle elezioni regionali del 2020 in Emilia-Romagna, finendo però senza elezione.
Grosso: «Un campanello d’allarme»
Durante il vertice di ieri, sono state delineate strategie per la campagna referendaria del “Sì”, con scelte di toni e comunicazione che sollevano preoccupazioni. Enrico Grosso, presidente del comitato per il “No”, avverte di un «campanello d’allarme» e definisce oggettivamente inopportuna la situazione. Sottolinea che, secondo la Costituzione, ciò non altera l’equilibrio tra i poteri, poiché i membri togati del Csm sono eletti dai magistrati. Tuttavia, con la legge Nordio, i laici scelti dalla maggioranza parlamentare acquisirebbero maggiore influenza, rendendo i magistrati più deboli e privi di legittimazione interna, il che indebolirebbe ulteriormente il Csm rispetto al governo.