Inizio del dibattito sul referendum per la riforma della giustizia in Italia
Antonio Di Pietro ha risposto alle dichiarazioni di Alessandro Barbero, noto storico e divulgatore, che ha criticato il referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Di Pietro ha esortato Barbero a esaminare attentamente i dettagli della riforma della magistratura in discussione, sottolineando che il governo avrà la capacità di nominare magistrati all’interno del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, portando a un potere potenzialmente autoritario. Di Pietro ha dichiarato: “O non l’ha letta oppure si è fidato di quel che ha letto su qualche cartellone pubblicitario”, riporta Attuale.
Nonostante i timori circa il potere discrezionale dei pubblici ministeri e le loro interazioni con il Csm, il testo della riforma non propone alcuna nomina governativa all’interno del Csm, ma piuttosto parlamentare. Barbero ha sostenuto che il referendum non riguarda tanto la separazione delle carriere, già presente, quanto “la distruzione del Csm”, con la possibilità che il governo possa esercitare una maggiore influenza sui magistrati.
Di Pietro ha contestato le affermazioni di Barbero, facendo riferimento a norme costituzionali che garantiscono l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario e alla obbligatorietà dell’azione penale. L’ex PM ha invitato Barbero a un dialogo diretto sul processo giuridico.
Nel frattempo, il Coordinamento per la democrazia costituzionale ha annunciato di aver raccolto le 500 mila firme necessarie per richiedere un referendum, con un ricorso presentato al Tar che si pronuncerà il 27 gennaio sulla proroga della data della consultazione.
Inoltre, l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha chiesto alla Commissione Europea un’audizione per discutere il “rischio di collasso della giustizia italiana” a causa dell’inadempimento del governo riguardo agli impegni assunti nel Pnrr. Questi impegni prevedono la ristrutturazione permanente dell’organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari, ma secondo l’Anm, non sono stati pubblicati bandi per la stabilizzazione dei funzionari necessari per il corretto funzionamento del sistema giudiziario.