Referendum sulla giustizia: date di voto e modifica del sistema giudiziario in discussione

13.03.2026 17:36
Referendum sulla giustizia: date di voto e modifica del sistema giudiziario in discussione

Si vota il 22 e il 23 marzo, con i seggi aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Non è previsto il quorum, riporta Attuale.

Il referendum sulla riforma della magistratura si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Questa legge costituzionale, nota come “legge Nordio”, è stata approvata dal Parlamento nel 2025 seguendo la procedura “aggravata” prevista per i testi destinati a modificare la Costituzione, richiedendo una doppia lettura da parte di Camera e Senato con un intervallo minimo di tre mesi. Se la riforma avesse ottenuto la maggioranza qualificata, non si sarebbe dovuto ricorrere al referendum.

La riforma propone modifiche significative a sette articoli della Costituzione riguardanti la magistratura e il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). Specificamente, viene introdotta la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due distinti organismi di autogoverno e una nuova Alta Corte Disciplinare.

Inoltre, la riforma prevede cambiamenti nel modo di elezione dei membri del Csm, mirando a una maggiore trasparenza e riduzione delle influenze interne. Gli elettori dovranno decidere se approvare la riforma, che entrerà in vigore in caso di un voto favorevole, o respingerla con un voto negativo.

Referendum giustizia: le modalità di voto e la scheda

Durante il referendum, i seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, con lo spoglio immediato dopo la chiusura. Sulla scheda elettorale, gli elettori troveranno la seguente domanda: Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione?

La scheda sarà di colore verde. Per votare, è necessario presentarsi con un documento d’identità valido e la tessera elettorale, disponibile anche il giorno stesso per chi l’ha smarrita. Potranno votare tutti i cittadini italiani maggiorenni, compresi quelli residenti all’estero.

Gli italiani all’estero hanno già votato per corrispondenza. Il voto avverrà con due opzioni: Sì per approvare e No per bocciare la riforma. I circa 5 milioni di elettori fuorisede potranno votare solo se nominati rappresentanti di lista entro il 19 marzo. Anche gli elettori con disabilità possono richiedere assistenza per votare.

Il referendum di marzo non sarà abrogativo e non richiede il quorum del 50% più uno, essendo un referendum costituzionale. Il risultato sarà valido solo se ci sarà una maggioranza di voti validi, indipendentemente dall’affluenza.

Referendum giustizia: cosa cambierebbe se vincesse il Sì

Se la riforma supera il referendum, verrà approvata la separazione delle carriere: i magistrati dovranno scegliere all’inizio della loro carriera se diventare giudici o pubblici ministeri. Inoltre, verranno creati due Csm distinti per ciascuna funzione.

Le nomine ai membri del Csm cambieranno: quelli che attualmente rappresentano il Parlamento saranno estratti a sorte da una lista, mentre i magistrati saranno anche selezionati a sorte tra quelli che soddisfano i requisiti.

In aggiunta, verrà istituita l’Alta Corte Disciplinare, composta da 15 giudici, per valutare gli errori dei magistrati. Questa corte includerà rappresentanti nominati dal presidente della Repubblica e selezionati a sorte da un elenco del Parlamento, garantendo una carica di 4 anni. Il presidente sarà eletto tra i membri nominati o sorteggiati.

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