Roma, 22 marzo 2026 – Il giorno del referendum sulla Giustizia è arrivato. Dalle 7 di questa mattina le urne sono aperte per decidere se approvare o meno la riforma che introduce la separazione delle carriere dei magistrati con lo sdoppiamento del Csm e l’Alta corte disciplinare, riporta Attuale.
Gli elettori chiamati al voto oggi fino alle 23 e domani fino alle 15 sono poco meno di 51 milioni e mezzo (di questi 5 milioni e mezzo all’estero).
Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito è esclusivamente dai voti validamente espressi.
Giorgia Meloni non lascerà Palazzo Chigi in caso di stop alla riforma: la premier non ha legato le sorti del governo al voto di questi giorni. E anche le opposizioni non le hanno chiesto di dimettersi se prevarranno i “No”. Tuttavia, una bocciatura potrebbe avere inevitabili riflessi sulla tenuta della coalizione e sui rapporti interni di maggioranza, nonché sulla percezione dell’Esecutivo da parte degli elettori.
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Seggi aperti dalle 7 di oggi per il referendum sulla Giustizia. Gli italiani sono chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi rimarranno aperti fino alle 23, e nella giornata di domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.