Roma, 22 marzo 2026 – Domenica 22 e lunedì 23 marzo, gli italiani saranno chiamati a votare per un referendum per la ventiseiesima volta nella storia repubblicana, la quinta volta per un costituzionale. A differenza delle consultazioni dello scorso anno, quindi, non si voterà per abrogare una legge già esistente, ma per approvare o rifiutare la riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, che modifica diversi articoli della Costituzione, riporta Attuale.
Quante sono le schede
In genere, nei referenda vengono consegnate più schede all’elettore. Tuttavia, nel caso del referendum costituzionale, è previsto che venga fornita una scheda con un solo quesito, e la votazione avverrà per scelta tra il Sì e il No. Ciò è stato conforme alle precedenti consultazioni per riforme costituzionali.
Quanti colori
La scheda del referendum sarà verde. A differenza delle elezioni politiche o europee, il colore non varierà in base alle circoscrizioni elettorali. L’unica distinzione sarà il nome della regione o della ‘Circoscrizione Estero’ sul retro della scheda.
Quante schede stampate?
Il numero di schede stampate garantirà che tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali 45 giorni prima del referendum possano votare. Saranno stampate più schede del necessario, per evitare carenze. È praticamente impossibile barare, poiché il numero di schede deve coincidere con quello dei votanti, e la manomissione delle urne è improbabile grazie alla presenza di scrutatori di differenti partiti.
Che fine fanno le schede
Per legge, i Comuni devono conservare le schede utilizzate per i 5 anni successivi al voto, dopo di che, con l’approvazione del tribunale, vengono portate al macero per il recupero della carta di alta qualità, che è molto redditizia anche nella sua ‘seconda vita’.
Qual è il quesito
Il quesito sarà posto in un linguaggio giuridico, e potrebbe risultare complesso per gli elettori, pertanto è consigliabile informarsi sulle modifiche proposte dalla riforma prima di votare. Il quesito sulla scheda, di colore verde, è: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”
Come si vota: dalla tessera elettorale alla crocetta
Per votare, è necessario recarsi alla sezione elettorale indicata sulla tessera elettorale. È importante che sulla tessera ci siano spazi disponibili per il timbro delle consultazioni. In caso contrario, è obbligatorio richiedere una nuova tessera all’ufficio comunale preposto. Negli ultimi giorni prima dell’apertura delle urne, di solito, vengono garantiti orari straordinari per ritirare la tessera senza problemi. Gli elettori dovranno scegliere tra il Sì e il No alla riforma: scelta la prima opzione, la legge cambierà, segnando la seconda opzione tutto resterà invariato.
E se ho smarrito la tessera?
Chi ha smarrito la tessera deve richiederne un duplicato all’ufficio elettorale del proprio Comune, presentando un documento d’identità e firmando una dichiarazione sostitutiva di smarrimento. Gli uffici saranno aperti in via straordinaria durante le operazioni di voto: domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Chi non può votare di persona può delegare un familiare convivente maggiorenne, che dovrà presentare la copia del documento di identità di entrambi.
La matita da usare
È fondamentale che la X venga segnata esclusivamente con la matita fornita dallo scrutatore, di tipo ‘copiativa’, difficile da cancellare e il cui tracciato rimarrà sulla carta, prevenendo eventuali manipolazioni.