Referendum sulla riforma della giustizia: sondaggi incerti e Meloni pronta ad intervenire

14.02.2026 05:45
Referendum sulla riforma della giustizia: sondaggi incerti e Meloni pronta ad intervenire

Secondo un sondaggio di Ipsos presentato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, solo il 10% degli italiani è a conoscenza del referendum sulla riforma della giustizia. Il 36% afferma di essere abbastanza informato, mentre oltre metà della popolazione dichiara di non avere informazioni sufficienti. Inoltre, il 40% degli intervistati attribuisce poca o nessuna importanza alla questione. I giudizi sono contrastanti: il 27% sostiene che la riforma ripristinerà l’equilibrio tra i poteri, mentre il 25% ritiene il contrario. Il 25% pensa che si enfatizzi l’autonomia della magistratura, mentre il 24% teme che porti a una limitazione dell’indipendenza dei giudici, riporta Attuale.

I sondaggi sul referendum

Attualmente, il 36% degli elettori è certo di recarsi al voto, mentre il 16% è propenso a farlo. Tuttavia, quasi la metà, il 48%40% degli aventi diritto si presenterà, il no vincerebbe con il 50,6% contro il 49,4% del . Se la partecipazione raggiungesse il 46%, il otterrebbe il 51,5%, mentre il no si fermerebbe al 48,5%. Infine, se il 52% degli aventi diritto votasse, il vincerebbe con un margine più ampio, accaparrandosi il 53,7% contro il 46,3% del no.

La sindrome da remuntada

Questi dati alimentano la sindrome da remuntada del fronte del , che comprende il governo. Secondo un retroscena del Corriere, il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana parteciperà al XXV congresso di Magistratura democratica a nove giorni dal voto: monsignor Francesco Savino è atteso come relatore in un dibattito sul tema «L’insofferenza per lo stato di diritto e il nuovo volto del capo». Tali eventi hanno generato un certo nervosismo nel governo, come dimostrato dai messaggi circolati nelle scorse settimane, incluso un incontro tra i riformisti, che ha evidenziato un «problema di mobilitazione» dell’elettorato di centrodestra.

FdI e Lega

Se Forza Italia sta mobilitando le sue forze a favore del , gli altri due partiti importanti della maggioranza, Fratelli d’Italia e Lega, sembrano attivi con meno energia. «Non c’è una campagna sul territorio» per non far apparire la riforma come un’iniziativa di Meloni. La risposta è stata «Keep calm e lavorare», per evitare di mostrare debolezza di fronte a critiche irrilevanti sulla riforma. Tuttavia, la premier è determinata a partecipare attivamente, promettendo di farlo «negli ultimi venti giorni» di campagna, con l’obiettivo di «mobilitare gli elettori» e invitarli a «partecipare al voto».

Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Sicilia

La strategia di campagna elettorale si concentrerà su cinque regioni: Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Sicilia, dove le percentuali favorevoli al sono più elevate. «Gli oppositori ci etichettano come fascisti, ma sono loro a usare nei confronti degli elettori il motto “credere, obbedire, combattere”: credere nelle fake news sulla riforma, obbedire all’ideologia e combattere Giorgia Meloni», dicono i comitati del .

1 Comment

  1. Ma è possibile che solo il 10% sappia del referendum? Siamo nel 2023 e la politica continua a farsi sentire così poco? È assurdo! Eppure è rarissimo vedere un dibattito serio… La riforma della giustizia è importante per tutti noi, dovremmo saperne di più. Se il 48% non va nemmeno a votare, chi decide per noi? Sarà che alla gente non interessa oppure la comunicazione non funziona? Mah…

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