I candidati del centrodestra per le Regionali sono ancora in fase di definizione. Nonostante i leader dei partiti, in particolare il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tentino di minimizzare la situazione, affermando: “Meloni ha più in testa il bene della sua coalizione e del territorio piuttosto che una gara tra partiti”. Durante un evento a Palazzo Madama, La Russa ha aggiunto che è fondamentale garantire una governance efficace delle realtà locali, evidenziando come una maggioranza coesa sia più efficiente di una che litiga al suo interno. E cosa dire di Zaia? “Se uno è iscritto a un partito deve candidarsi in esso. Non ho mai visto una lista La Russa, ma non sono Zaia… e credo che lui non pensi a una lista Zaia, a meno che non decida di candidarsi”.
Di recente, Antonio Tajani ha confermato il periodo di stallo: “C’è unità sui candidati? Il centrodestra è compatto dal 1994. Ci presenteremo uniti al primo voto, quello delle Marche, così come in tutte le Regioni e alle prossime Politiche. Siamo fiduciosi di poter vincere”. Ma quando saranno annunciati i nomi? “Aspettiamo di vedere quando ci sarà possibilità. Ci sono molte questioni da affrontare e, non appena sarà opportuno, ci riuniremo di nuovo, magari la prossima settimana”, ha specificato Tajani.
I principali nodi da risolvere all’interno della coalizione governativa restano due: Campania e Veneto. Per quanto riguarda la Regione attualmente guidata da Vincenzo De Luca, all’interno di FdI si propone un nome unanime, Edmondo Cirielli, mentre la situazione in Veneto è più complessa. Il governatore uscente Zaia desidera proporre una propria lista, mentre tra i meloniani si confrontano i nomi di Raffaele Speranzon e Luca De Carlo. La Lega, dal canto suo, spinge per la candidatura di Alberto Stefani, attuale secondo del partito, direttamente supportato da Matteo Salvini.
Intanto, la situazione non è più semplice nemmeno a sinistra, con forti malumori, in particolare in Toscana. Qui, i rappresentanti locali del M5s si oppongono alla ricandidatura di Giani per la Regione, evidenziando le carenze di dialogo all’interno del Pd regionale. Da Val di Cornia a Livorno, attraversando Carrara, il Chianti e l’Empolese Valdelsa, è emersa una presa di posizione netta: “No a un’ipotetica alleanza con il Pd”. Questo avviene pur riconoscendo, come sottolineano gli iscritti, l’impegno di Giuseppe Conte nel costruire una valida alternativa a questo governo di centrodestra. Nei prossimi giorni, Paola Taverna potrebbe recarsi in Toscana per mettere chiarezza sull’alleanza e sull’appoggio a Giani, mentre il governatore ha invitato a non alimentare polemiche interne, dichiarando che un dibattito interno è positivo e lui rimane ottimista. Tuttavia, i dissensi a livello locale vanno oltre la figura di Giani e pongono in evidenza la questione dell’alleanza con i dem. Monia Monni (Pd), assessora regionale toscana all’Ambiente, ha affermato che è in corso un’importante attività da parte della segreteria regionale del Pd, aggiungendo che “venerdì riprenderanno gli incontri con tutte le forze politiche e sono convinta che potremo trovare un accordo ampia”.
Questa dinamica in Toscana rispecchia quella che si sta delineando in Campania, dove le Regionali rappresentano un’importante opportunità di cambiamento, che potrebbe passare attraverso un accordo su Roberto Fico come presidente. In questo contesto, il ruolo di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e ex ministro, è cruciale: egli è visto come un garante credibile e autorevole per il nuovo contenitore politico che il Pd mira a mantenere ancorato alla posizione di primo cittadino del capoluogo partenopeo.
Le prossime settimane saranno decisive e la strategia del centrodestra e del centrosinistra si delinea in un panorama di tensioni e trattative, mentre il sud del Paese osserva attentamente gli sviluppi.
In conclusione, il panorama politico per le prossime elezioni regionali in Italia è caratterizzato da incertezze e tensioni all’interno sia della coalizione di centrodestra che di centrosinistra. La definizione delle candidature, in particolare in Campania e Veneto, si rivela complicata, con diverse correnti e preferenze che emergono all’interno dei partiti. Allo stesso tempo, anche il centrosinistra affronta criticità interne, come evidenziato dai dissensi in Toscana. Le prossime settimane saranno fondamentali per delineare le strategie e le alleanze, mentre gli elettori attendono con interesse le scelte finali dei partiti.