Il gip di Roma esclude violazione del segreto di Stato nel caso Report
Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha escluso l’accusa di violazione del segreto di Stato nei confronti della trasmissione Report, rinviando però al pm le accuse di diffamazione, una notizia accolta con gioia dal conduttore Sigfrido Ranucci in un post sui social. La questione si trascina da inizio 2022, quando la trasmissione Rai ha trasmesso il primo servizio riguardante il misterioso incontro tra Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini, avvenuto il 23 dicembre 2020, riporta Attuale.
Report ha agito nel rispetto della legge durante la trasmissione di una serie di servizi tra maggio e giugno 2021, approfondendo le circostanze dell’incontro in un Autogrill. Il gip di Roma, Luca Battinieri, ha chiarito che non è stata oltrepassata alcuna soglia, escludendo la violazione del segreto di Stato. Le accuse di diffamazione, invece, sono state rinviate per competenza al pm.
Motivi dell’assoluzione
L’inchiesta, avviata a seguito di una denuncia dello stesso Mancini, ha coinvolto vari professionisti dell’informazione, tra cui Giorgio Mottola, Danilo Procaccianti e Salvatore Walter Molino. Solo Mottola e Procaccianti erano accusati di violazione del segreto di Stato per aver trasmesso un’intervista a un ex agente segreto non identificato. Nonostante ci sia il riconoscimento della possibilità che alcuni dati possano essere soggetti a segretazione, il gip ha chiarito che deve esserci una formale apposizione del segreto da parte del presidente del Consiglio, cosa che in questo caso non risulta essere avvenuta.
Il contesto del segreto di Stato
Matteo Renzi e Marco Mancini si erano incontrati per circa quaranta minuti in una piazzola di un Autogrill. Il video, registrato da una testimone, è stato esclusivamente trasmesso da Report, che ha cercato di indagare le motivazioni dietro l’incontro tra il politico e l’agente segreto. Questo ha portato a una serie di procedimenti legali, complicati dalle denunce da parte degli stessi protagonisti. Il 2 maggio 2022, gli inquirenti avevano ascoltato Elisabetta Belloni, ex direttrice del Dis, che si era rifiutata di rispondere a domande su Mancini, appellandosi al segreto di Stato. Secondo il gip, non ci sono prove tangibili del segreto in questione.
Reazioni e dichiarazioni
Ranucci ha accolto con entusiasmo il deposito delle accuse contro i suoi colleghi e l’estinzione dei procedimenti legali nei confronti di Di Mare, affermando: «Il Gip ha archiviato definitivamente le accuse nei confronti del sottoscritto e dei colleghi. Franco Di Mare, da lassù, sarà orgoglioso di come ha lavorato Report, la trasmissione che ha amato e valorizzato».