Il restauro del Ponte Vecchio: un progetto ambizioso per Firenze
Firenze, 16 febbraio 2026 – Un restauro del Ponte Vecchio di notevole importanza è previsto da maggio a settembre, mirato a restituire a questo simbolo mondiale della città la sua linfa vitale. L’intervento intende migliorare la facilità di comunicazione e il “respiro” del ponte, obiettivo perseguito da coloro che hanno storicamente unito le due sponde dell’Arno. Completando l’indagine sulla storia di questo importante monumento, si ripercorrono secoli: i romani realizzarono il primo transito a più arcate circa nel 50 a.C., con piloni in muratura e travatura in legno, progettata per minimizzare l’impatto delle piene, collegando il cardo “maximus” dell’antica Florentia (la Visul etrusca) con l’esterno, riporta Attuale.
La rilevanza del Ponte Vecchio è continuata attraverso i secoli, tanto che ricevette la gestione di un “Pontifex”, figura cruciale nella società romana. Tuttavia, i problemi di stabilità insorti col passare del tempo hanno portato a continui rifacimenti, senza mai risolvere i danni causati dalle esondazioni fluviali e dalle invasioni barbariche, fino a giungere a una catastrofe attorno all’anno 700.
Con l’aumentare dell’importanza di Firenze, era fondamentale disporre di passaggi sicuri verso le strade esterne. Diverse strutture medievali unirono le sponde dell’Arno nel punto dove sorge oggi il Ponte Vecchio, inclusi ponti come quello di Carlo Magno, del IX secolo. Tuttavia, queste opere non durarono a lungo, distrutte da alluvioni o incendi. Giovanni Villani, storico trecentesco, menziona un ponte a cinque arcate costruito nel 1177, spazzato via dall’esondazione tra le più devastanti, avvenuta il 4 novembre 1333.
Firenze doveva reagire a queste calamità e, colpiti nell’orgoglio, i signori della città avviarono un progetto ambizioso completato nel 1345, come documentato da due lapidi ancora visibili. Il nuovo ponte, a tre arcate e con quattro edifici merlati ai lati, divenne un fulcro commerciale grazie alla sua posizione strategica. Dalla metà del ‘400, botteghe di verdurai, beccai e successivamente orafi e gioiellieri si stabilirono lungo il ponte, arricchendosi grazie al continuo passaggio.
Nel 1565, l’architetto Giorgio Vasari costruì il “Corridoio vasariano”, un percorso di 760 metri che collegava il Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, residenza dei Medici, sottolineando ulteriormente l’importanza commerciale e politica della struttura.
Oggi, dopo 681 anni, il Ponte Vecchio continua a essere un gioiello che testimonia le grandi personalità della città. Sopravvissuto agli orrori della Seconda guerra mondiale e all’alluvione del 1966, l’architettura del ponte sarà ora curata dalle due aziende di eccellenza Piacenti Spa di Prato e Pt Color di Firenze, che hanno già collaborato a progetti prestigiosi come quello della Basilica della Natività a Betlemme. Questo restauro non solo conserva un simbolo di eccellenza assoluta ma promuove anche l’immagine di Firenze nel mondo.
Ma dai, è incredibile pensare che dopo 681 anni il Ponte Vecchio abbia ancora bisogno di restauro! È un vero simbolo di Firenze e merita ogni attenzione. Spero solo che il progetto non porti a troppi disagi per noi fiorentini… Certo, sono contento che venga curato da aziende di eccellenza, ma mah, i lavori in città non sono mai semplici.