Le decisioni del vertice di Losanna e le nuove linee guida
L’11 dicembre 2025 il sito del Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato un aggiornamento in cui si conferma che, al termine dell’Olympic Summit di Losanna, i partecipanti hanno approvato la raccomandazione di rimuovere tutte le restrizioni alla partecipazione dei giovani atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali, sia individuali sia di squadra. Come evidenziato nella comunicazione resa disponibile dal Comitato Olimpico Internazionale, l’attuazione dipenderà tuttavia dai regolamenti di ogni federazione internazionale, che dovrà definire autonomamente criteri, protocolli e condizioni applicabili ai tornei giovanili. La decisione include anche le procedure relative a bandiera, inno e uniformi, che potranno essere adottate solo se l’organizzazione sportiva nazionale coinvolta avrà uno status conforme. Le linee guida riguardano direttamente i Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026.
La posizione del CIO e il messaggio rivolto agli atleti
Nel comunicato del Comitato Olimpico Internazionale si evidenzia che «gli atleti, in particolare i più giovani, non devono essere ritenuti responsabili delle azioni dei loro governi», sottolineando che lo sport rappresenta per loro uno spazio di speranza e un terreno di confronto basato sulle stesse regole. L’accento posto sul carattere “apolitico” dell’inclusione intende ribadire il valore universale della partecipazione, ma allo stesso tempo introduce un margine di interpretazione che potrebbe incidere sui futuri equilibri internazionali. Durante il summit è stato inoltre approvato l’annullamento delle restrizioni riguardanti l’organizzazione di eventi sportivi internazionali in Bielorussia, ampliando l’impatto delle nuove linee guida.
Le reazioni di Mosca e il significato simbolico della simbologia nazionale
Il ministro dello sport russo, Mikhail Degtjarjov, ha sostenuto che la revoca delle limitazioni significhi il pieno ritorno dei giovani atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali con bandiera e inno, presentandolo come una conferma della fine delle misure introdotte nel marzo 2023. Tale lettura, rilanciata da media russi tra cui The Insider, interpreta la decisione come un riconoscimento politico implicito, associando la simbologia nazionale alla percezione di “normalizzazione” della presenza russa nello sport globale. Il valore attribuito da Mosca ai simboli sportivi trascende l’ambito agonistico, diventando una componente della propria narrativa politica verso l’interno e verso l’esterno.
Dal blocco del 2022 al ritorno graduale: il nuovo scenario internazionale
L’allontanamento degli atleti russi e bielorussi dalle competizioni dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022 aveva una valenza politica e simbolica, rappresentando un segnale di condanna internazionale. Negli ultimi mesi, tuttavia, si osserva un lento processo di reintegrazione, spesso limitato a partecipazioni in status neutrale. Nel 2025 questa dinamica ha conosciuto una nuova accelerazione con le decisioni della Federazione Internazionale di Judo e della Federazione Internazionale di Sambo, che hanno già autorizzato gli atleti russi a competere con i propri simboli nazionali. Il vertice di Losanna inserisce ora lo sport giovanile in questo processo, di fatto aprendo un canale sperimentale per il rientro progressivo di delegazioni complete, lasciando alle federazioni la responsabilità finale di applicare o limitare le nuove direttive.
Implicazioni politiche e rischi per l’architettura sportiva globale
Il ritorno dei giovani atleti russi e bielorussi rischia di diventare un potente strumento propagandistico per il Cremlino, che già utilizza lo sport come veicolo di legittimazione internazionale. La percezione interna di “vittoria diplomatica” derivante dalla ricomparsa di bandiera e inno potrebbe essere sfruttata per alimentare il messaggio di continuità e resistenza, mentre all’estero potrebbe essere letta come un segnale di attenuazione del fronte sanzionatorio. L’impostazione del CIO, basata su principi di neutralità sportiva, apre a un equilibrio complesso: da un lato la tutela degli atleti, dall’altro il rischio che le istituzioni sportive internazionali diventino spazi sensibili alle pressioni politiche. Per molti Paesi, in particolare per quelli direttamente coinvolti nel sostegno all’Ucraina, la sfida consiste nel garantire che le federazioni non diventino strumenti indiretti di legittimazione delle politiche di Stati responsabili di aggressioni militari.
Una fase di incertezza e le prospettive verso Dakar 2026
Le nuove linee guida mostrano una tendenza che potrebbe incidere sul sistema delle sanzioni sportive e sulle dinamiche del soft power globale. La decisione di applicarle per la prima volta ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar presenta un banco di prova che potrà influenzare le future scelte delle federazioni. L’incertezza sull’attuazione concreta apre un margine ampio per aspettative, pressioni e narrazioni divergenti, mentre la progressiva riammissione rischia di indebolire gli strumenti di pressione internazionale adottati dopo il 2022. In questo scenario, la capacità della comunità sportiva internazionale di mantenere coerenza tra principi dichiarati e pratiche applicate sarà determinante per evitare che lo sport diventi terreno di normalizzazione di politiche aggressive.