Riapertura del caso del delitto di Piersanti Mattarella con l’arresto di Filippo Piritore

25.10.2025 07:05
Riapertura del caso del delitto di Piersanti Mattarella con l'arresto di Filippo Piritore

Riaperta l’inchiesta sul delitto di Piersanti Mattarella dopo l’arresto di un ex funzionario

Il delitto di Piersanti Mattarella riemerge con forza dopo 45 anni: l’ex poliziotto e prefetto di Isernia, Filippo Piritore, è stato posto agli arresti domiciliari, accusato di aver tentato di occultare un guanto, oggetto chiave delle indagini. La figura inquietante di Bruno Contrada, ex capo della Mobile palermitana e numero tre del Sisde, aggiunge ulteriori strati di complicazione a un caso avvolto da depistaggi e connivenze istituzionali. Il 6 gennaio 1980, Contrada era presente davanti alla residenza di Mattarella insieme all’allora pubblico ministero Piero Grasso e ora emergono nuovi dettagli sulla gestione delle prove, riporta Attuale.

Il guanto, descritto come “l’unico oggetto che potrebbe appartenere ai criminali”, non è mai giunto agli esperti della Scientifica; il ministro dell’Interno Virginio Rognoni affermò che il reperto era stato distrutto. Il tragico evento si è verificato mentre Mattarella si recava a messa con la famiglia; un sicario lo ha colpito con diversi proiettili calibro 38 attraverso i finestrini della sua auto. L’arma si inceppò, ma il killer ricevette un’arma secondaria da un complice per completare l’attacco. Il guanto, rinvenuto sulla Fiat 127 utilizzata per la fuga, è ora al centro delle indagini.

Le intercettazioni recenti di Piritore, effettuate il 22 settembre 2024, hanno rivelato il suo scetticismo riguardo alle indagini, mentre manifestava preoccupazione per la crescente attenzione da parte dei pm: “Qualcosa fanno, qualcosa fanno…”. Le sue dichiarazioni davanti ai magistrati, in data 17 settembre, evidenziano un possibile tentativo di scarsificare la responsabilità sulla sparizione del guanto, involontariamente compatendo con le anomalie procedurali riscontrate.

I magistrati hanno osservato che le procedure necessarie per il reperto non sono state seguite, con Piritore che ha affermato di aver gestito il guanto, ma tali affermazioni sono state smentite da Grasso e dal tecnico dattiloscopista Giuseppe Di Natale. La procura di Palermo ha dichiarato che non esiste alcun verbale di consegna del guanto, il che solleva ulteriori domande su possibili tentativi di depistaggio. In aggiunta, un ‘pizzino’ menzionante un certo Lauricella come destinatario del guanto si è rivelato privo di fondamento, poiché non risulta nessun Lauricella in servizio presso la Polizia di Stato al momento dell’omicidio.

1 Comment

  1. E’ incredibile pensare che dopo 45 anni ci siano ancora misteri e depistaggi su un omicidio così tragico. La gestione delle prove sembra una farsa, è vergognoso!!! Qualcuno davvero paga per quello che è successo a Mattarella? Cosa dobbiamo aspettarci ora…? Mah…

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