Riconferma della repressione in Russia: la nuova legge mette nel mirino anche gli ex alleati

07.11.2025 07:45
Riconferma della repressione in Russia: la nuova legge mette nel mirino anche gli ex alleati

Inasprimento delle leggi in Russia: un clima di repressione cresce

MOSCA – Il 26 ottobre, in Russia è entrata in vigore una legge che inasprisce le sanzioni per chiunque venga considerato un “agente straniero”. Questa nuova normativa, che introduce sanzioni penali dopo una sola violazione amministrativa, si applica a qualsiasi forma di “assistenza dall’estero” e persino a tentativi di coercizione, rendendo la sua interpretazione estremamente vaga e permettendo di silenziare dissidenti e critici del regime, riporta Attuale.

Con l’implementazione di questa legge, il governo russo ha ampliato notevolmente la definizione di “influenza straniera”. In passato, solo alcune organizzazioni e individui erano stati etichettati in questo modo; ora, chiunque può essere incluso nel registro, sia i dissidenti sia i lealisti, creando un clima di paura e incertezza in tutta l’élite russa. Le conseguenze per coloro che vengono puniti sono drammatiche: i redditi vengono congelati e le pensioni annullate, il che rappresenta un ulteriore passo verso la asfissia economica e sociale per i cittadini russi.

Anna Rivina, fondatrice di una delle principali ONG contro la violenza domestica in Russia, ha spiegato come la situazione sia regredita per chi cerca di operare in modo indipendente. Prima del 2022, le organizzazioni come la sua erano limitate nell’organizzare eventi; ora, ogni attività educativa e la raccolta di donazioni sono severamente vietate, costringendo molte ONG a chiudere o ad abbandonare il paese.

Un aspetto preoccupante di questo nuovo inasprimento è la reazione del ministero della Giustizia, che pubblica periodicamente aggiornamenti sulla lista degli agenti stranieri senza fornire alcuna motivazione, mantenendo l’intera società in uno stato di ansia costante. Nonostante la reputazione di fedeltà al regime, figure come Sergey Markov e Mikhail Gusman hanno trovato posto nelle liste, mostrando che anche i lealisti non sono al sicuro.

Il clima attuale, secondo osservatori internazionali, sembra indicare una strategia consolidata da parte di Vladimir Putin per rimodellare la società russa, preparandola a una nuova fase caratterizzata da repressione e controllo. “Tra l’economia e la guerra, il Cremlino sceglierà sempre la second”, afferma una fonte istituzionale che ha richiesto l’anonimato. Si prevede che questa strategia repressiva continuerà a affinarsi, massimizzando la paura e limitando ulteriormente le libertà fondamentali della popolazione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere