Riforma delle forze armate: 100 mila assunzioni e 15 mila riservisti entro il 2040

19.02.2026 11:05
Riforma delle forze armate: 100 mila assunzioni e 15 mila riservisti entro il 2040

Il governo italiano accelera sulla riforma delle forze armate, con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che annuncia la presentazione di un disegno di legge entro marzo. L’intervento mira a ristrutturare organici, reclutamento e operatività delle forze militari, rispondendo a una crescente instabilità internazionale e alle richieste della NATO di aumentare le spese militari, oltre a quelli dell’Unione Europea per una maggiore autonomia dallo “scudo” americano, riporta Attuale.

Più militari entro il 2040

Il progetto prevede un incremento del personale militare, passando da circa 170mila unità a 275mila entro il 2040, con una riserva operativa stabile di 15mila militari. Questo piano, sviluppato da un comitato strategico voluto da Crosetto, è stato presentato di recente e sarà trasformato in un disegno di legge nei prossimi giorni. «Entro marzo verrà presentato il ddl e poi seguirà l’avvio dell’esame parlamentare, le forze armate sono state coinvolte», assicura il ministro in quota FdI.

La riserva permanente e il ritorno delle strutture della leva

Tra le principali novità, si prevede la creazione di una riserva permanente di 15mila unità, non solo per ampliare la leva volontaria, ma per costruire un bacino di personale richiamabile in caso di emergenze. Saranno riattivate strutture tipiche della leva obbligatoria, compresi controlli medici e percorsi di addestramento, con la possibilità di un ferma di 12 mesi, sempre su base volontaria. La riserva sarà inizialmente composta da personale non operativo e militari già congedati, con un vincolo di permanenza prorogabile per cinque anni.

L’apertura agli stranieri

Il contingente volontario verrà reclutato tra civili tra i 25 e i 35 anni, con la possibilità di un servizio di 12 mesi rinnovabili. Una novità importante del progetto è la possibilità di arruolare cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia. Il compenso annuale stimato è di circa 6mila euro lordi. Inoltre, si prevede l’istituzione di un quarto ramo delle Forze armate dedicato alla cybersicurezza, con assunzioni di personale altamente specializzato, anche non militare. Sono previsti anche un potenziamento dell’Arma dei carabinieri con un incremento complessivo di 2.600 unità e un piano straordinario pluriennale da 7.600 assunzioni, comportando una spesa aggiuntiva stimata di 7 miliardi di euro, quasi raddoppiando il budget complessivo della Difesa, da 8 a 15 miliardi.

Crosetto e la leva volontaria

L’argomento della riforma delle forze armate è tornato alla ribalta nel 2025, dopo che figure dell’amministrazione Trump hanno spinto l’Europa a diventare più autonoma sul piano militare. A seguito di iniziative parallele da parte di Francia e Germania, anche l’Italia ha iniziato a rivedere i propri piani. «Reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare? Se lo deciderà il Parlamento, sì», aveva dichiarato Crosetto lo scorso luglio. Nel tempo, il governo ha cominciato a fornire ulteriori dettagli, sottolineando come tutti i paesi europei stiano considerando di aumentare il numero delle forze armate.

Foto copertina: ANSA/Fabio Cimaglia | Il ministro della Difesa, Guido Crosetto

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