Inizio ufficiale della campagna elettorale per le politiche del 2027
Roma, 28 novembre 2025 – La campagna elettorale per le elezioni politiche che si terranno nella primavera del 2027 è cominciata un minuto dopo la conta delle schede delle ultime regionali. Il 7 ottobre, a Porta a Porta, Giorgia Meloni ha espresso il suo sostegno a una riforma elettorale compatibile con quella costituzionale del premierato: una proposta proporzionale con un piccolo sbarramento e un premio di maggioranza, insieme alla possibilità di indicare il nome del candidato premier sulla scheda. Questa proposta ha suscitato reazioni fredde nei suoi alleati, in particolare in Forza Italia. Tuttavia, Matteo Salvini ha dichiarato che intende rimuovere la scritta “Salvini premier” dal proprio simbolo.
Se dovesse passare l’ipotesi di non blindare il candidato premier sulle schede dell’intera coalizione, il primo a gioire sarebbe Giuseppe Conte, la cui scelta di scrivere il nome di Elly Schlein accanto al simbolo del Movimento 5 Stelle potrebbe rivelarsi difficile. La segretaria del Partito Democratico, che ha visto un rafforzamento del suo partito in queste elezioni, ha aperto a primarie di coalizione, nonostante i primi sondaggi la posizionino in vantaggio rispetto a Conte. Una candidatura di Conte a Palazzo Chigi segnerebbe un forte scossone all’interno del campo largo e tra l’elettorato del Pd.
È evidente che Giuseppe Conte stia adottando la mossa del cavallo per mettere in difficoltà la segretaria democratica. Tuttavia, il M5s rimane un partito problematico e non è chiaro con quale entusiasmo l’elettorato moderato e riformista lo seguirà, soprattutto quello che credeva in Romano Prodi. Questo gruppo, che ha vissuto le difficoltà del Pd percependone un’eccessiva deviazione a sinistra, potrebbe avere riserve su un ticket Conte-Schlein. Ci sarà comunque tempo per discutere di queste dinamiche.
Appare chiaro l’intento della maggioranza di procedere verso una nuova legge elettorale. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega, ha affermato che il suo partito è favorevole a mantenere la legge attuale, convinto di guadagnare molti collegi al Nord. Tuttavia, è difficile che Salvini riesca a convincere Giorgia Meloni, poiché l’esito più probabile sarebbe un pareggio che potrebbe portare a una paralisi governativa, riaccendendo il dibattito su un possibile quarto governo tecnico, simile a quelli guidati da Dini, Monti e Draghi, un’anomalia mai vista in altri paesi.
Non crediamo, come sostiene qualcuno, che Salvini sia pronto ad abbandonare la maggioranza di centrodestra per unirsi a un nuovo governo tecnico. In passato, quando Fratelli d’Italia era un partito marginale, questa esclusione giovò notevolmente al suo sviluppo. Lasciare in opposizione quella che potrebbe essere la forza politica più forte sarebbe sicuramente clamoroso, riporta Attuale.