Rinvio del decreto sicurezza: il fermo preventivo per manifestanti rischia di discriminare per precedenti

04.02.2026 08:25
Rinvio del decreto sicurezza: il fermo preventivo per manifestanti rischia di discriminare per precedenti

Nuovo pacchetto sicurezza: misure contro le manifestazioni violente

Roma, 4 febbraio 2026 – Il governo italiano sta preparando un nuovo pacchetto sicurezza composto da due provvedimenti, un decreto legge e un disegno di legge, che prevede misure contro individui ritenuti «pericolosi» per le manifestazioni pubbliche. Il decreto, che contiene circa ottanta pagine di norme, introduce il fermo preventivo degli individui, la stretta sui coltelli ai minorenni e un ampliamento del Daspo urbano. Queste novità sono state presentate al Quirinale, che intende analizzarle attentamente. Di conseguenza, il Consiglio dei ministri programmato per oggi è stato rinviato a domani pomeriggio, concedendo ulteriore tempo per revisionare i testi, riporta Attuale.

La novità principale consiste nel fermo preventivo per 12 ore, che impedisce a soggetti considerati pericolosi, pregiudicati per atti violenti o trovati in possesso di armi, di partecipare a nuove manifestazioni. Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo alla formulazione di questa norma, in quanto potrebbe dipendere dalla «personalità del soggetto» e non dal suo comportamento. Alcuni esponenti della coalizione di governo, tra cui Forza Italia e Noi Moderati, esprimono dubbi sulla necessità di introdurre una nuova norma anziché applicare quelle esistenti come l’obbligo di firma o il Daspo urbano.

Un altro punto controverso concerne la possibilità che un provvedimento che impatta sulla libertà personale venga adottato senza l’approvazione dell’autorità giudiziaria. Si sta considerando l’idea di informare la magistratura entro quarantotto ore dal fermo. Fonti governative suggeriscono che il fermo potrebbe assomigliare a un Daspo urbano, una norma meno severa rispetto a quella inizialmente prevista.

Appare più chiara, invece, la proposta di stretta sui coltelli, che risponde anche a un vuoto legislativo riguardante la vendita di armi online ai minorenni. Sul piano dello scudo penale, invece, Fratelli d’Italia sta spingendo per un provvedimento che prevede la non iscrizione automatica nel registro degli indagati quando sono presenti cause di giustificazione, applicabile sia alle forze dell’ordine che ai cittadini. Tuttavia, ciò solleva interrogativi, poiché l’iscrizione nel registro consente il diritto alla difesa legale.

Rimane esclusa, infine, la possibilità di richiedere una cauzione agli organizzatori di manifestazioni per coprire eventuali danni. Questa norma, sostenuta dalla Lega, ha sollevato resistenze tra gli alleati e il Viminale, ma Salvini assicura che non è stata abbandonata e verrà discussa durante il passaggio parlamentare con gli emendamenti.

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