Roma, 23 settembre 2026 – La sugar tax si prepara ad uscire di scena. A tre mesi dall’entrata in vigore della normativa, fissata per inizio 2027, si propende per la sua cancellazione. L’eliminazione della misura, però, non sarà immediata. Occorrono tempi specifici. Per cui, al momento, la sugar tax sarà rinviata attraverso la manovra, come avvenuto negli anni scorsi. Il nono dunque ad oggi. È questa la linea comune emersa nel corso dell’incontro “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, promosso da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, che si è svolto oggi a Roma. Presenti anche diverse figure politiche, tra cui esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e M5s, riporta Attuale.
Tassa verso l’addio: otto anni di rinvii
La “sugar tax” è stata prevista dal secondo governo Conte, a fine 2019, con la legge di bilancio per il 2020 ed intendeva colpire le bevande altamente zuccherate, in modo da alzarne i prezzi e quindi spingere la popolazione a consumarne di meno. Tuttavia la misura non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, ha riportato gli effetti di norma che, invece, ha penalizzato la crescita del settore, bloccato gli investimenti e non è riuscita a modificare i trend di obesità, né quelli dei consumi di zucchero, che vengono indicati come obiettivi. Per cui sono diverse le forze politiche che vertono verso l’abolizione della tassa. “Oggi è volontà trasversale – ha sottolineato Pierini -, una tensione verso la cancellazione. Ma per via di alcune difficoltà, si andrà verso un ulteriore posticipo, che mi auguro sia di almeno dodici mesi, perché altrimenti la pianificazione è impossibile”. Questo, l’allarme di Pierini, “continuerebbe a frenare un miliardo di euro che attualmente è bloccato sui conti”.
Osnato: “Bisogna superarla”
La norma, insomma, va abolita. Ma non ora. Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze della Camera, è stato chiaro: “Sono molto convinto che dobbiamo superare nuove e vecchie tasse. Sono convinto che bisogna superare la sugar tax. Non sono convinto che ci riusciremo così facilmente a breve ed è un obiettivo che, spero, tutti insieme, ci dobbiamo dare. Quello che sono sicuro di poter dire anche oggi è che sicuramente non ci sarà un’imposizione fiscale sulla sugar tax adesso, ci sarà sicuramente un ulteriore rinvio”.
Un conto da oltre 5mila posti
A pesare è soprattutto l’impatto che l’imposta avrebbe sul comparto delle bevande analcoliche e sulla filiera. Secondo le stime presentate da Assobibe, l’entrata in vigore della tassa determinerebbe un aumento della fiscalità del 28 per cento per litro e una contrazione delle vendite del 16 per cento nel biennio successivo. Il calo dei consumi si tradurrebbe in una riduzione del 10 per cento del fatturato e del 12 per cento delle attività e degli investimenti, mentre gli acquisti di materie prime diminuirebbero di oltre 400 milioni di euro. A rischio ci sarebbero inoltre oltre 5mila posti di lavoro. Sul fronte fiscale, al nuovo prelievo si accompagnerebbe un mancato gettito Iva stimato in 275 milioni di euro, proprio per effetto della riduzione dei consumi. Numeri che, secondo l’associazione, coinvolgerebbero non solo i produttori ma l’intera filiera, dal settore agricolo al packaging. E il comparto rivendica anche i risultati ottenuti sul fronte della riduzione degli zuccheri: negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende è diminuito del 44 per cento, mentre le varianti senza zucchero sono cresciute a un ritmo 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular. Un percorso che a luglio ha trovato un nuovo tassello nel protocollo d’intesa siglato tra Assobibe e ministero della Salute, dedicato al monitoraggio dei consumi, all’informazione dei consumatori, all’offerta calorica e al marketing responsabile verso i più giovani.
Savino: “L’obiettivo è annullarla”
E proprio la necessità di dare certezze alle imprese è al centro della posizione di Forza Italia. Sandra Savino, sottosegretario all’Economia, ha sottolineato che “per dare una certezza alle imprese è necessario che queste non diventino proroghe strutturali. Però l’impresa per fare programmazione ha necessità di certezze”. Quanto ai tempi, Savino ha spiegato che il governo ha avuto “un congruo tempo di ragionamento” e che ora il tema sarà affrontato più approfonditamente con il ministro. La linea, però, resta quella già indicata: “Per quanto riguarda anche la linea che Forza Italia ha sempre avuto nei confronti di questa sugar tax, il nostro obiettivo è l’annullamento della tassa”. E ha aggiunto: “La nostra linea è sempre quella di togliere la sugar tax”.
Il M5s apre alla cancellazione
E sul possibile cambio di posizione si è misurato anche il Movimento 5 Stelle, che nel 2019 aveva sostenuto l’introduzione della tassa, poi inserita nella legge di bilancio per il 2020. Mario Turco, senatore M5s, ha riconosciuto che il contesto è cambiato e ha aperto alla cancellazione, senza però perdere di vista l’obiettivo originario: la salute dei consumatori. “La finalità che noi abbiamo attribuito a questa tassa era soprattutto: facciamo qualcosa per la salute dei consumatori. Tant’è vero che l’abbiamo introdotta ma mai applicata. L’hanno prorogata tutti i governi negli ultimi otto anni”. Ha quindi osservato: “Il contesto oggi è cambiato. Abbiamo dei nuovi strumenti? Sì”. E ha indicato prevenzione, educazione alimentare e incentivi alla riformulazione dei prodotti: “Cancellare la tassa non significa innanzitutto tornare indietro e mettere in discussione la salute. Noi siamo pronti a fare un passo nella cancellazione della tassa, però dobbiamo formulare insieme quali sono gli strumenti per vincere questo obiettivo”. Turco ha infine riconosciuto lo sforzo delle imprese: “Ringrazio soprattutto le imprese, gli imprenditori dello sforzo che è stato fatto in questi lunghi sette, otto anni”.
La sfida passa dalla prevenzione
Sul tema è intervenuto anche Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute ribadendo che: “Più che introdurre misure fiscali, è fondamentale rafforzare l’educazione sanitaria, attraverso l’informazione corretta e la promozione di scelte consapevoli nei consumi”. Per Giorgio Salvitti, Consigliere politico del ministro Francesco Lollobrigida, la Sugar tax “è l’ennesimo provvedimento ideologico imposto a Bruxelles da funzionari che abdicano all’analisi costi-benefici in nome di un finto salutismo. Non c’è infatti alcuna correlazione tra l’introduzione di una tassa e la diminuzione dei consumi”. Infine, l’azzurro Raffaele Nevi, segretario della XIII Commissione Agricoltura, è stato netto: “Non voteremo una finanziaria con sugar tax. Non ce lo possiamo permettere”.