Il Fiorentino: il diamante perduto degli Asburgo riemerge dopo un secolo di mistero
Il “Fiorentino”, uno dei diamanti più preziosi mai esistiti, non era mai scomparso, come riportato dagli eredi degli Asburgo. Dopo oltre un secolo di speculazioni, la verità è emersa: il diamante è stato custodito per circa ottant’anni in un caveau di una banca canadese, il suo destino rimasto ignoto fino a giovedì. Questo prezioso gioiello, che ha appartenuto anche ai Medici, è tornato alla luce grazie a una rivelazione che potrebbe sollevare la questione del suo legittimo proprietario, a causa di una legge austriaca risalente al periodo dell’esilio degli Asburgo, riporta Attuale.
Il Fiorentino, noto per la sua storia legata a due dinastie importanti, è un diamante di 137 carati caratterizzato da un colore giallo e una nitidezza straordinaria. La sua fama è cresciuta dagli anni Venti, quando si diffuse l’idea che fosse stato venduto, rubato o persino tagliato in gemme più piccole durante l’esilio di Carlo I, il quale abbandonò Vienna nel 1918 dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale.
Una teoria di vendita del diamante si rafforzò nel 1981, quando un diamante giallo di dimensioni simili apparve in un’asta, alimentando ulteriormente il mistero. La vicenda ha ispirato vari opere, tra cui il film francese del 2014 L’ultimo diamante.
Gli eredi degli Asburgo hanno condiviso questa storia con il New York Times e il tedesco Spiegel, mostrando anche il diamante il cui autenticità è stata confermata da esperti. Tra i preziosi rinvenuti vi è anche una medaglia dell’Ordine del Toson d’oro, istituito nel 1430.
Da quando l’imperatrice Zita, moglie di Carlo I, portò il diamante in Canada con i suoi otto figli durante la Seconda guerra mondiale, il mistero della sua scomparsa ha continuato a crescere. Zita aveva chiesto ai suoi figli di non rivelare l’esistenza del Fiorentino fino a un secolo dopo la morte di Carlo I, avvenuta nel 1922. Anche i suoi figli Roberto e Rodolfo mantennero segreta l’informazione, evitando di rispondere alle domande sui gioielli per decenni.
Ora, gli eredi desiderano che il Fiorentino venga esposto in un museo in Canada, in segno di gratitudine al paese che accolse Zita e la sua famiglia. Nel 1921, la notizia della sua presunta scomparsa apparve già in un articolo del Washington Post.
Andreas Babler, vice cancelliere austriaco e ministro della Cultura, ha dichiarato che sono in corso verifiche per comprendere se il diamante appartenga all’Austria. Se così fosse, il governo potrebbe chiedere la restituzione, dato che nel 1919 l’Austria emanò una legge per espropriare i beni degli Asburgo. Tuttavia, in quel momento, la collezione non si trovava in Austria, ma in Svizzera.
La famiglia Asburgo si trasferì in Svizzera nel 1918 e poi a Madeira, in Portogallo, dove Carlo I morì di polmonite. Zita e i suoi figli si spostarono successivamente in Spagna e Belgio fino al 1929. Quando ci fu l’Anschluss nel 1938, la famiglia si trasferì negli Stati Uniti e infine in Canada, temendo un’invasione anche del Belgio. Gli eredi hanno raccontato che Zita portava con sé il Fiorentino in una scatola di cartone. Zita tornò in Europa nel 1953 e morì in Svizzera nel 1989, ma il Fiorentino rimase in una banca canadese.