Rouzbeh Vadi, scienziato nucleare iraniano, ucciso a Teheran dopo aver confessato di spionaggio per il Mossad

18.08.2025 11:55
Rouzbeh Vadi, scienziato nucleare iraniano, ucciso a Teheran dopo aver confessato di spionaggio per il Mossad

Iran: Esecuzione di uno scienziato nucleare accusato di spionaggio per Israele

Rouzbeh Vadi, scienziato nucleare di 40 anni, è stato giustiziato all’alba del 18 agosto 2025 dopo aver confessato in televisione di aver collaborato con il Mossad, il servizio segreto israeliano, nel fornire informazioni sui siti nucleari iraniani, compreso Fordow; un’informazione riportata da Attuale.

La confessione è avvenuta durante un’apparizione televisiva, in cui Vadi ha descritto come il Mossad lo abbia reclutato da remoto attraverso un contatto identificato come Alex. Il suo viaggio a Vienna per incontrare il reclutatore, noto come Kevin, ha segnato l’inizio di una serie di colloqui, durante i quali ha ricevuto istruzioni su come condurre la sua missione.

Inizialmente insoddisfatti dei risultati, gli agenti israeliani alla fine hanno trovato la collaborazione di Vadi soddisfacente, ricompensandolo con criptovalute e promettendo un passaporto per lui e la sua famiglia in cambio delle informazioni fornite. Le accuse rivolte a Vadi non si limitano a dettagli strategici; è accusato di aver facilitato l’assassinio di un collega ricercatore, Ahmad Zolfaghar, uno dei molti scienziati nucleari uccisi nell’ambito delle operazioni israeliane.

Le modalità con cui le forze di sicurezza iraniane hanno scoperto Vadi non sono state rivelate, ma le fonti dell’opposizione suggeriscono che la confessione potrebbe essere stata una mossa per proteggere la sua famiglia. Nonostante ciò, Vadi è stato giustiziato senza che il suo corpo fosse restituito ai familiari, un fatto che solleva preoccupazioni nella comunità internazionale riguardo alla trasparenza e ai diritti umani in Iran.

Questo caso segna una nuova fase nella strategia di Tehran dopo la recente eliminazione di alti dirigenti militari, avvenuta tramite attacchi mirati e operazioni speciali da parte di Israele. Le autorità iraniane dichiarano di aver effettuato migliaia di arresti per spionaggio, con circa 260 fermati, mentre i dirigenti del governo continuano a lanciare avvertimenti su possibili nuove tensioni armate.

In un contesto geopolitico complesso, l’Iran ha intensificato le misure di sicurezza per proteggere scienziati e vitali infrastrutture nucleari, mentre la repressione del dissenso e le sue ripercussioni sull’opinione pubblica offrono potenziale fertile per collaborazioni con servizi segreti stranieri. I leader iraniani continuano a sottolineare l’importanza di mantenere unito il paese contro minacce esterne, mentre cercano di restaurare il supporto delle milizie sciite attive in Medio Oriente.

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