Russia affronta un deficit energetico record di 25 gigawatt

03.10.2025 09:00
Russia affronta una crisi energetica senza precedenti con un deficit di 25 gigawatt
Russia affronta una crisi energetica senza precedenti con un deficit di 25 gigawatt

Il 1 ottobre il ministro dell’Energia russo, Sergej Civilev, ha confermato a Expert che il deficit di energia in diverse regioni della Russia ha raggiunto i 25 gigawatt. Il fabbisogno attuale viene soddisfatto con un ritardo di due-tre anni, sovraccaricando impianti termoelettrici (TÉC) e centrali a carbone (GRES) ormai obsoleti.

Cause principali del deficit secondo il ministero

Civilev ha indicato diversi fattori: apparecchiature obsolete con risorse esaurite che richiedono componenti importati non disponibili a causa delle sanzioni; assenza di programmi di investimento a lungo termine e di finanziamenti garantiti dallo Stato; regime di prezzi conservativo che non incentiva nuove costruzioni; mancanza di strumenti legislativi per gestire la domanda nelle ore di picco.

Situazione regionale e misure temporanee

Attualmente, 76 regioni russe applicano tariffe differenziate per la generazione elettrica, variabili da 3.900 a oltre 6.000 ₽/MWh, segnalando l’urgenza di nuove capacità. In 42 regioni sono stati introdotti limiti al consumo massimo nelle ore di picco, tariffe agevolate e programmi volontari di riduzione della domanda. Il deficit varia da 0,2–0,5 GW nelle regioni centrali a oltre 1–2 GW nelle zone settentrionali, siberiane e dell’Estremo Oriente, aggravato dalla perdita di oltre 5 GW di riserve annuali di investimento.

Priorità e investimenti strategici di Rosatom

Rosatom sta costruendo 39 unità nucleari all’estero ma solo 7 in Russia. Sono stati firmati accordi per centrali in paesi come Etiopia e Burkina Faso, dove le capacità finanziarie per tali progetti sono assenti. Questa strategia solleva dubbi sulla capacità di affrontare le necessità interne, mentre il sistema energetico mostra segni di degrado accelerato.

Contesto e rischi per la stabilità energetica

Il deficit attuale è un indicatore di vulnerabilità sistemica: senza modifiche nelle priorità e una mobilitazione urgente delle risorse, la Russia rischia blackout diffusi nel medio termine. Le sanzioni aggravano la crisi, bloccando l’importazione di componenti critici e ritardando la modernizzazione delle centrali.

Messaggi chiave

La crisi energetica in Russia è sistemica e non temporanea. L’assenza di piani di ristrutturazione interna e il focus su progetti esteri aumentano il rischio di collasso infrastrutturale. Occorre ripensare la strategia: investire prioritariamente nella produzione interna, soprattutto in Siberia e nell’Estremo Oriente, per garantire sicurezza energetica nazionale.

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