Russia classifica come segreti i dati demografici ufficiali

10.07.2025 19:20
Russia classifica come segreti i dati demografici ufficiali
Russia classifica come segreti i dati demografici ufficiali

Il 9 luglio 2025 diverse testate come «Radio Svoboda», «The Moscow Times», «Kavkaz.Realii RFE/RL», «Kasparov.ru» e «Tsargrad» hanno messo in luce la decisione del «Rosstat» di non pubblicare più i dati demografici. Nel rapporto socio-economico sulla Russia di maggio 2025, pubblicato il 2 luglio, è scomparsa completamente la sezione dedicata alla demografia, assente anche dagli aggiornamenti sul sito ufficiale, fermi allo scorso marzo. Inoltre, i dati regionali sulla popolazione non vengono più divulgati.

Segretezza rafforzata dopo l’estensione della normativa sulla difesa

Il 24 giugno 2025 Vladimir Putin ha firmato un decreto che amplia l’elenco delle informazioni classificate come segrete di Stato, includendo anche dati fondamentali sulle politiche di mobilitazione militare. Questo indica la volontà di limitare la diffusione di dati che potrebbero rivelare perdite militari o problemi demografici legati alla guerra. Secondo gli esperti, fra cui il demografo Aleksei Rakša, i dati statistici ora sono accessibili solo a pochi specialisti autorizzati e sotto stretta supervisione, per impedire fughe di informazioni sulle perdite umane e il declino della popolazione.

Impatto della mobilitazione e problemi demografici nascosti

Il Ministro della Difesa Andrei Belousov ha promosso una «pulizia» dei registri militari eliminando i cosiddetti «morti fantasma», cioè soldati considerati dispersi o deceduti ma ancora conteggiati nelle liste. L’aggiornamento delle anagrafi regionali ha portato a un aumento automatico della mortalità ufficiale. Parallelamente, la mancata pubblicazione dei dati demografici riflette anche le difficoltà nell’attuazione delle politiche familiari, come spiegato da Inna Gorislavceva, membro della commissione per le questioni familiari, che attribuisce l’occultamento a errori nella gestione del sostegno statale alla natalità.

Cosa conteneva la sezione demografica

La sezione «Demografia», ora sospesa, includeva informazioni sulla popolazione permanente russa, sul saldo migratorio interno ed esterno, sui dati di nascita e mortalità, oltre alla distribuzione di rifugiati e richiedenti asilo per paese di provenienza. Questi dati erano fondamentali per valutare l’andamento demografico e le sfide della popolazione russa.

Reazioni e contestualizzazioni

L’assenza di dati alimenta accuse di censura per nascondere una situazione demografica drammatica, caratterizzata da un calo storico della natalità, con i numeri attuali che mostrano una popolazione di 143,8 milioni, comprensiva di circa 5 milioni di abitanti di Crimea e delle regioni separatiste del Donbass, distorcendo così le valutazioni demografiche reali. Nonostante anni di politiche familiari promosse come «anno della famiglia» e sostegni economici come il «capitale maternità», la popolazione continua a diminuire, mentre il destino dei fondi e l’efficacia delle misure restano dubbi.

Il tema è stato affrontato anche da figure religiose come il protodiacono Andrej Tkachev, che ha criticato la perdita della tradizione delle famiglie numerose, sottolineando una crisi culturale e sociale legata alla natalità.

Dati demografici e sicurezza nazionale

Il tentativo di nascondere la reale dimensione della mortalità e delle perdite militari tramite la segretezza statistica è interpretato come una mossa per preservare la stabilità interna e impedire che i numeri sulle vittime e il declino demografico diventino materia di discussione pubblica. La mancanza di trasparenza mette a rischio l’analisi indipendente del fenomeno demografico e complica la valutazione dell’impatto della guerra e delle politiche governative sulla popolazione.

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