Russia intensifica le operazioni di sabotaggio in Europa, avverte un nuovo rapporto

21.08.2025 11:20
Russia intensifica le operazioni di sabotaggio in Europa, avverte un nuovo rapporto
Russia intensifica le operazioni di sabotaggio in Europa, avverte un nuovo rapporto

Il 20 agosto 2025 Radio Free Europe/Radio Liberty ha pubblicato un’analisi basata su un rapporto del International Institute for Strategic Studies (IISS), secondo cui la Russia ha notevolmente aumentato il numero delle operazioni di sabotaggio in Europa, puntando in particolare alle infrastrutture critiche. Si tratta di una strategia che, secondo gli esperti, mira a destabilizzare i governi europei e a minare il sostegno all’Ucraina.

Aumento degli attacchi e modalità operative

Il documento sottolinea che le attività russe non sono episodi isolati, ma parte di una campagna di guerra ibrida strutturata. Gli attacchi includono incendi dolosi, danneggiamenti ai cavi sottomarini di comunicazione, interferenze ai sistemi di navigazione satellitare e cyberattacchi contro reti informatiche. Le principali vittime di queste azioni sono strutture collegate agli sforzi europei di assistenza militare e logistica all’Ucraina.

I dati mostrano una forte escalation dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022. Nel 2024 gli incidenti registrati sono stati 33, quattro volte di più rispetto al 2023. Nella prima metà del 2025 si è registrata una riduzione relativa, con 11 episodi confermati, ma la minaccia rimane costante.

Esempi recenti di sabotaggio

Tra i casi più rilevanti segnalati vi sono la serie di incendi a depositi e impianti industriali in Polonia nel 2024 e il tentato attacco a basi militari statunitensi in Germania, sventato dalle autorità nello stesso anno. Nel Regno Unito, nel maggio 2025, due persone sono state arrestate per aver appiccato incendi a proprietà collegate al primo ministro Keir Starmer. Inoltre, alla fine del 2024 diversi cavi sottomarini nel Mar Baltico sono stati danneggiati, interrompendo le connessioni tra Svezia, Lituania, Germania, Finlandia ed Estonia.

Debolezze europee e nuove strategie russe

Il rapporto evidenzia come Mosca abbia saputo sfruttare le lacune normative e il cosiddetto modello della “gig economy”, reclutando cittadini di Paesi terzi attraverso piattaforme online per aggirare le misure di controspionaggio. Dopo l’espulsione di centinaia di agenti russi dalle capitali europee nel 2022, questo approccio ha permesso di mantenere operativa la rete clandestina.

L’IISS avverte che la mancanza di un approccio comune tra i Paesi europei complica la raccolta di prove e il perseguimento legale dei responsabili. Inoltre, molti governi non hanno investito abbastanza nella protezione delle infrastrutture strategiche, lasciando spazi che Mosca utilizza per generare panico e sfiducia nell’opinione pubblica.

Implicazioni per la sicurezza europea

Secondo il rapporto, le azioni russe non mirano soltanto alla distruzione fisica di obiettivi sensibili, ma anche a creare caos sociale, a ridurre la fiducia nelle istituzioni e a indebolire il sostegno alla causa ucraina. Gli attacchi a settori vitali come energia, trasporti e comunicazioni causano ingenti perdite economiche, obbligando gli Stati europei a dirottare risorse verso la sicurezza piuttosto che verso lo sviluppo.

Gli analisti avvertono che queste operazioni fanno parte di una preparazione a lungo termine a un possibile confronto diretto con la NATO. Per fronteggiare questa minaccia, l’Europa dovrà rafforzare i propri strumenti di controspionaggio, riformare il quadro legislativo e aumentare gli investimenti in difesa cibernetica e protezione fisica delle infrastrutture critiche.

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