Russia intensifica operazioni di disinformazione contro rifugiati ucraini negli USA

10.10.2025 15:30
Russia intensifica operazioni di disinformazione contro rifugiati ucraini negli USA
Russia intensifica operazioni di disinformazione contro rifugiati ucraini negli USA

Negli ultimi mesi, fonti investigative indicano un aumento delle attività della rete di agenti russi operanti negli Stati Uniti con l’obiettivo di screditare sia l’Ucraina sia i rifugiati ucraini. Questa campagna si manifesta attraverso canali social mirati, come l’account verificato su X denominato “SpetsnaZ 007”, creato nel maggio 2022 e seguito da oltre 300.000 utenti, che diffonde contenuti in inglese per influenzare l’opinione pubblica internazionale.

Strategie di disinformazione e obiettivi operativi

L’account “SpetsnaZ 007”, gestito da Alex Oloyede — che dichiara cittadinanza russa ma risiede negli USA — produce contenuti volti a creare un’immagine negativa dei rifugiati ucraini. Le pubblicazioni contengono affermazioni manipolative e fake news, mirate a erodere la fiducia nella comunità ucraina e a ridurre il sostegno internazionale. L’azione non si limita alla critica diretta: il materiale pubblicato spesso riflette discorsi ufficiali della propaganda russa e si adatta a contesti politici internazionali, come eventi elettorali in Moldavia.

Un fenomeno sistemico e persistente

“SpetsnaZ 007” non è un caso isolato. Analisi di sicurezza rivelano che simili piattaforme appartengono a una rete organizzata di disinformazione riconducibile ai servizi russi. Tali reti operano globalmente per influenzare opinioni, destabilizzare percezioni e manipolare discussioni politiche. Il loro obiettivo finale è erodere la coesione sociale dei paesi ospitanti e indebolire il sostegno a governi e iniziative ritenute ostili alla Russia.

Sfide legali e implicazioni per la sicurezza

Nonostante la crescente evidenza, le autorità statunitensi e di altri paesi occidentali non sembrano aver ancora preso misure decisive per limitare tali attività. Questo crea una zona grigia legale dove reti di disinformazione operano liberamente sotto la maschera della libertà di espressione, senza confrontarsi con conseguenze immediate. Gli esperti avvertono che la mancata risposta può favorire l’espansione di operazioni analoghe in futuro, anche indirizzate contro figure politiche locali, ampliando così la minaccia alla sicurezza nazionale.

Contesto strategico e rischio globale

La campagna russa contro i rifugiati ucraini non è solo un’operazione di propaganda, ma parte di un approccio più ampio volto a sfruttare i flussi migratori e le tensioni sociali per amplificare divisioni interne negli Stati occidentali. Questo fenomeno evidenzia la necessità di strategie multilaterali di contrasto alla disinformazione, rafforzando la resilienza democratica e proteggendo i diritti delle comunità vulnerabili.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, è allucinante come la disinformazione possa travisare la realtà! Questi rifugiati stanno già affrontando sufferenze incredibili e ora devono subire anche la propaganda russa? È pazzesco, proprio come nella guerra fredda, ma in un contesto totalmente diverso. Dobbiamo essere più vigili e difendere la verità!!!

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