Saif al-Islam Gheddafi ucciso: l’ultimo atto di una vita segnata dalla politica
Saif al-Islam Gheddafi, l’ultimo figlio di Muammar Gheddafi, è stato ucciso ieri pomeriggio attorno alle 15 nel giardino della sua villa a Hamada, vicino a Zintan, nelle montagne di Nafusa. L’assalto, condotto da un commando di quattro killer, ha avuto esito letale. In rete sono circolate foto del suo cadavere, vestito con una jallabiah bianca, mentre si fa riferimento all’azione rapida degli assalitori, che avrebbero scavalcato il muro di cinta e disattivato le telecamere di sorveglianza prima di aprire il fuoco. Non sono ancora chiari i dettagli riguardanti eventuali altre vittime. L’omicidio è emblematico della violenza persistente in Libia, un paese in preda a conflitti interni dove la legge è dettata dalla forza, riporta Attuale.
Saif, 53 anni, era una figura controversa fin dal suo arresto avvenuto nel novembre 2011, mentre tentava di fuggire in Algeria. Il suo status di “figlio più politico” di Gheddafi lo aveva reso un bersaglio non solo per i nemici di suo padre, ma anche per una Libia lacerata da tensioni tribali e da rivalità interne. La memoria delle sue ambizioni, da moderato cittadino con un titolo di studio a Londra e un passato di dialogo, era offuscata dalle violenze che avevano segnato il suo paese dopo la caduta del regime.
La sua morte avviene in un momento di fragilità politica e sociale per il paese. Sebbene fosse stato condannato a morte nel 2015 da un tribunale di Tripoli, le dinamiche attuali in Libia avevano sollevato interrogativi sulla sua possibile riabilitazione politica. Infatti, negli ultimi anni avevano iniziato a circolare voci di possibili tentativi di riconciliazione tra le diverse fazioni libiche, con Saif visto come un potenziale collante tra Cirenaica e Tripolitania.
Le speculazioni sull’identità dei suoi assassini sono già emerse. Alcuni a Tripoli suggeriscono un possibile coinvolgimento di Saddam, il figlio di Khalifa Haftar, che sarebbe in competizione con Saif per lo stesso elettorato. Anche se si tratta di voci non confermate, la morte di Saif evidenzia nuovamente come il clima di incertezza e violenza continui a permeare la Libia, rendendo difficile il cammino verso una stabilità duratura.