Si interrompono le trattative tra Generali e BPCE per un grande accordo d’investimento
Le trattative tra il gruppo Generali e la grande banca francese BPCE, nota per possedere Natixis, sono ufficialmente terminate, con entrambe le parti che dichiarano di non avere più le condizioni per un accordo definitivo. Un anno fa, le due istituzioni avevano avviato discussioni per unire le loro divisioni investimenti, creando una società capace di gestire quasi 1.900 miliardi di euro per conto dei clienti, che avrebbe rappresentato la nona compagnia al mondo per dimensione del patrimonio gestito, riporta Attuale.
L’operazione ha suscitato un ampio dibattito per il suo significativo impatto finanziario e per le implicazioni politiche ed economiche, data la rilevanza di Generali nel panorama assicurativo e finanziario italiano. Critiche provenienti dall’opinione pubblica e dai principali azionisti del gruppo, come il gruppo Delfin e il gruppo Caltagirone, hanno messo in discussione la validità della fusione. Francesco Gaetano Caltagirone, in particolare, si è opposto con veemenza, affermando che l’operazione avrebbe potuto compromettere il risparmio italiano a favore di interessi stranieri.
La proposta, inoltre, non ha trovato favore nel contesto politico attuale, caratterizzato da un governo di linea nazionalista. Questo scenario ha creato dubbi sulla possibilità di completare un ulteriore accordo con una controparte francese, soprattutto in considerazione di precedenti tentativi di acquisizione, come quello di UniCredit su BPM, che sono stati bloccati con motivazioni simili, sostenendo che UniCredit rappresentasse interessi esteri.