Salvini pronto a nominare Luca Zaia come nuovo vicesegretario dopo l’addio di Vannacci

27.01.2026 14:35
Salvini pronto a nominare Luca Zaia come nuovo vicesegretario dopo l'addio di Vannacci

Il vicepremier Matteo Salvini e il governatore del Veneto Luca Zaia stanno cercando di riallacciare i rapporti dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi, in particolare a causa del “problema da 500mila preferenze” legato a Roberto Vannacci. Secondo le recenti analisi, questo numero di voti raccolti alle elezioni europee rappresenterebbe poco meno del 2% dei voti validi in un’elezione nazionale, riporta Attuale.

Le frizioni tra Salvini e Zaia sono diventate evidenti durante la controversia sul terzo mandato in Veneto. La situazione è ulteriormente complicata da rumors sulla possibilità che Vannacci possa fondare un proprio partito, raccogliendo i sostenitori del “Mondo al contrario”, il che segnerebbe una severa frattura con la Lega. La recente kermesse leghista a Roccaraso ha evidenziato questa distanza, quando il partito ha tentato di adottare una linea più moderata, una mossa che non ha trovato il favore di Vannacci.

Salvini e Zaia hanno ricominciato a incontrarsi per discutere della situazione, con alcuni incontri recenti, incluso un confronto durante un ricevimento per Milano-Cortina presso l’ambasciata americana. C’è l’ipotesi che, in caso di uscita di Vannacci, Zaia possa assumere il ruolo di vicesegretario, data la sua capacità di unificare le forze del Nord, critiche verso le recenti posizioni della leadership.

E se Vannacci fondasse un nuovo partito? Parla l’esperta

Analizzando potenziali scenari, Martina Carone, analista di YouTrend, sottolinea che il tasso di fiducia verso Vannacci oscilla tra il 15% e il 20%. Questo dato è inferiore a quello di Salvini e si colloca in linea con quello di leader di partiti minori. Sebbene il consenso sia più alto tra gli elettori leghisti, risulta poco probabile che questo possa costituire un sostegno sufficiente per un nuovo soggetto politico.

Come si muoverebbe l’elettorato?

Carone aggiunge che se Vannacci fosse il leader della Lega al posto di Salvini, il 25% degli elettori dichiarerebbe di essere meno propenso a votare il partito, in netta maggioranza rispetto al 10% di coloro che invece si direbbero più inclinati a sostenerlo.

I dati delle elezioni 2024

Durante le elezioni europee del 2024, Vannacci ha ottenuto circa 500mila preferenze, un risultato significativo ma con una distribuzione territoriale disomogenea. In Sardegna, ad esempio, oltre la metà dei voti alla Lega ha incluso una preferenza per lui. Tuttavia, le sue preferenze rappresentano una componente minoritaria rispetto ai oltre due milioni di voti ottenuti complessivamente dalla Lega.

«Non supererebbe la soglia del 3%»

Ad oggi, Carone specifica che “mezzo milione di voti equivarrebbe a poco meno del 2% dei voti validi in un’elezione nazionale”. Anche considerando un raddoppio del consenso alle elezioni europee, un nuovo partito fondato da Vannacci potrebbe superare a fatica la soglia di sbarramento del 3%, limitazione che il centrodestra sta considerando di introdurre nella nuova legge elettorale per ostacolare formazioni autonome come quella che potrebbe nascere da Vannacci.

In sintesi, i dati suggeriscono che, sebbene Vannacci possa attrarre un segmento specifico dell’elettorato leghista, la sua capacità di superare autonomamente la soglia di sbarramento rimane incerta, rendendo la Lega il partito più colpito da eventuali conseguenze di una scissione.

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