Scandalo di corruzione in Ucraina: coinvolti collaboratori di Zelensky e alti funzionari statali

12.11.2025 07:15
Scandalo di corruzione in Ucraina: coinvolti collaboratori di Zelensky e alti funzionari statali

Corruzione in Ucraina: inchiesta coinvolge alti funzionari e alleati di Zelensky

Una vasta inchiesta anticorruzione in Ucraina ha portato all’accusa di otto persone, tra cui collaboratori prossimi al presidente Volodymyr Zelensky. Tra gli accusati ci sono un ministro, un ex ministro e un funzionario di alto rango, tutti coinvolti in uno schema che prevedeva il pagamento di tangenti tra il 10 e il 15 per cento ai fornitori di Energoatom, l’azienda statale del nucleare. Questo è stato definito come uno dei più gravi scandali politici in Ucraina, riporta Attuale.

Cinque dei soggetti coinvolti sono stati arrestati, mentre due sono fuggiti all’estero prima delle perquisizioni e una persona risulta irreperibile. Tra coloro che si trovano all’estero c’è il presunto leader dell’operazione, Tymur Mindich, imprenditore vicino a Zelensky e cofondatore della società di produzione Kvartal 95. L’altra persona fuggita è Mykhailo Tsukerman, anch’esso imprenditore.

Alcuni delle persone coinvolte nello schema includono l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, accusato di avere ricevuto 100mila euro, l’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko (ex ministro fino a luglio e attualmente ministro della Giustizia) e l’ex ministro della Difesa Rustem Umerov, ora membro del Consiglio di sicurezza nazionale. Attualmente, non si conosce la sorte di Chernyshov.

L’operazione, denominata “Mida”, è stata condotta dalle agenzie anticorruzione Nabu e Sapo. Queste stesse agenzie erano state al centro di un tentativo da parte del governo di ridurre la loro autonomia con una proposta di legge presentata da Zelensky a luglio, poi ritirata dopo forti proteste. Fonti del Kyiv Independent hanno suggerito che quel tentativo fosse mirato a proteggere Mindich, che aveva accumulato una notevole influenza nel governo ucraino.

Secondo l’inchiesta, le tangenti erano richieste da due funzionari, Ihor Myroniuk, consigliere di Halushchenko, e Dmytro Basov, ex capo del dipartimento di sicurezza di Energoatom, seguendo le indicazioni di Mindich.

Il sistema corruttivo comportava il ricatto dei fornitori, minacciando di escludere o penalizzare quelli che si rifiutavano di pagare. Le indagini suggeriscono che, attraverso questo meccanismo, sono stati riciclati decine di milioni di dollari (Energoatom ha un fatturato annuale di 4 miliardi di dollari). La prima ministra ucraina, Yulia Svyrydenko, ha confermato che il governo ha sciolto il consiglio di supervisione della società statale e che condurrà un’indagine interna, collaborando con le agenzie anticorruzione.

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