Scandalo in Iran: il matrimonio della figlia di Ali Shamkhani suscita polemiche
Il matrimonio di Steayesh, figlia del consigliere alla difesa iraniano Ali Shamkhani, ha scatenato una tempesta di polemiche sui social media, dove gli utenti accusano Shamkhani di ipocrisia. Il video della lussuosa celebrazione, avvenuta ad aprile, mostra dettagli che contraddicono le severe normative islamiche promosse da Shamkhani stesso, riporta Attuale.
La sposa si è presentata in un abito di nozze con una scollatura a cuore e senza hijab, attirando le critiche degli attivisti e di parte della classe politica, evidenziando il doppio standard della leadership iraniana. Shamkhani, noto sostenitore delle “leggi morali” che hanno portato alla morte di Mahsa Jina Amini, è ora messo sotto accusa per il suo atteggiamento contrastante tra vita privata e pubblica.
Il video mette in mostra una festa sontuosa, durante la quale né la figlia né la moglie e molte delle invitate indossano il velo obbligatorio. Le reazioni a Teheran si sono fatte sentire, con certe voci che chiedono le dimissioni di Shamkhani dai suoi ruoli ufficiali, mentre i suoi sostenitori lo difendono, affermando che si è trattato di un evento privato.
Le giustificazioni per l’abbigliamento e il comportamento “occidentale” durante il matrimonio si scontrano con la dura realtà della repressione operata dalle guardie degli ayatollah, che irrompono frequentemente in celebrazioni pubbliche per far rispettare le loro rigide norme.
In aggiunta, il contrasto tra il tenore di vita della famiglia Shamkhani e la difficile situazione economica di molti iraniani ha alimentato l’indignazione pubblica. Nonostante possiedano un impero marittimo che facilita il trasporto di petrolio verso la Cina, i cittadini lamentano di non arrivare a fine mese, mentre la élite politica continua a prosperare.
Shamkhani ha risposto alle critiche con un post su X, esprimendo la sua resilienza in un contesto di crescente tensione, facendo riferimento alla recente guerra tra Israele e Iran, in cui il suo nome è emerso come obiettivo. Allo stesso tempo, il governo iraniano ha annunciato il dispiegamento di 80.000 guardie della polizia morale per mantenere l’ordine religioso tra i cittadini, evidenziando ulteriormente la schizofrenia del regime rispetto ai propri dettami.