Scavi alla Casa del Jazz: riemerge scala sotterranea, collegamenti con il giudice Adinolfi e Emanuela Orlandi

20.02.2026 06:15
Scavi alla Casa del Jazz: riemerge scala sotterranea, collegamenti con il giudice Adinolfi e Emanuela Orlandi

Misteri della Casa del Jazz: Nuove Scoperte Sui Tunnelli Sotterranei

Scavi recenti alla Casa del Jazz, ex Villa Osio, hanno rivelato un tunnel murato, il cui scavo richiede l’approvazione della Sovrintendenza. Dietro quel muro potrebbero nascondersi non solo i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994, ma anche le ossa di Emanuela Orlandi, la giovane scomparsa 43 anni fa. Ieri, Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, si è recato in via di Porta Ardeatina con Lorenzo, il figlio del giudice, in cerca di ulteriori informazioni, riporta Attuale.

Gli scavi, iniziati ieri in quella che era la residenza di Enrico Nicoletti, un noto boss della Magliana, hanno svelato una scala sotterranea vicino alla villa, ora spazio culturale dopo la confisca. La scala è stata individuata dai vigili del fuoco tramite un georadar, in corrispondenza di un punto d’accesso sospettato da tempo. Per ampliare l’area, i pompieri hanno utilizzato un escavatore, ma le operazioni sono state sospese quando è comparsa una volta, rendendo necessario il consenso delle autorità competenti.

L’attenzione sulla Casa del Jazz è aumentata a novembre, quando l’ex magistrato Guglielmo Muntoni, attuale presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma, ha sollevato il sospetto dell’esistenza di un tunnel tombato risalente a circa 30 anni fa. Muntoni ipotizza che questo tunnel possa essere stato utilizzato per nascondere armi e gioielli recuperabili tramite una botola. Adinolfi, le cui indagini stavano portando a risultati interessanti riguardanti la criminalità romana, potrebbe essere stato silenziato per questa ragione.

“Sono fiducioso sul lavoro che stanno svolgendo qui alla Casa del Jazz,” ha dichiarato Pietro Orlandi a Fanpage. Tuttavia, ha espresso delusione per la mancanza di coinvolgimento da parte delle autorità, come il Vaticano e la Procura di Roma. Orlandi ha indicato la chiusura in cemento armato come potenziale nascondiglio di verità inquietanti, affermando: “Dopo 42 anni, sono soddisfatto del movimento in corso. Questo scavo è iniziato per il giudice Adinolfi, ma le situazioni e i personaggi sono correlati.”

L’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, ha parlato di “suggestioni”, ma ha confermato che se il tunnel dovesse rivelare resti di una giovane femminile, questo potrebbe segnare un passo decisivo nella lunga indagine sulla scomparsa di Emanuela.

1 Comment

  1. Ma che storia incredibile!!! Non posso credere che ci siano così tanti misteri dietro quella villa. L’idea che possano esserci resti di Emanuela Orlandi rende tutto ancora più inquietante… Speriamo che questo scavo porti finalmente alla verità e che le autorità smettano di ignorare il passato.

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