Nuovo sciopero annunciato dalla Cgil contro la manovra del governo Meloni
Roma, 7 novembre 2025 – Un ulteriore sciopero è stato proclamato per il 12 dicembre dalla Cgil, in opposizione alla manovra del governo Meloni, considerata “ingiusta e sbagliata”. Il segretario generale Maurizio Landini ha dichiarato: “La vogliamo cambiare”, aggiungendo che la questione principale è il salario, evidenziando la necessità di aumentare i salari, poiché l’attuale manovra non lo fa, riporta Attuale.
La Cgil ha annunciato la mobilitazione in un contesto di scioperi previsti per il giorno stesso in tutta Italia, da Milano a Palermo, con un altro sciopero programmato per il 28 novembre. Le rivendicazioni sollevate includono richieste di risorse per garantire un serio rinnovo dei contratti pubblici e una detassazione che coinvolga tutti i contratti, senza limiti di reddito. Landini ha anche sottolineato la necessità di restituire il fiscal drag, evidenziando che i lavoratori e i pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più negli ultimi anni.
Landini ha ulteriormente spiegato che è essenziale istituire un meccanismo automatico per proteggere il potere d’acquisto e investire nella sanità pubblica. Attualmente, circa 6 milioni di persone non hanno accesso alle cure a causa di liste d’attesa interminabili, una situazione che il segretario ha descritto come “pessima” per i lavoratori del settore sanitario.
Il segretario ha lanciato un appello alla partecipazione di tutti i cittadini: “Faremo manifestazioni in tutti i territori d’Italia”, ha affermato, sottolineando la necessità di investire nella scuola, nei servizi sociali e nella questione fiscale, che colpisce in modo più pesante i lavoratori dipendenti e i pensionati rispetto ai profitti e alle rendite finanziarie.
La reazione del premier Giorgia Meloni all’annuncio del nuovo sciopero è stata rapida. Sui social media, ha ironizzato sulla scelta della data del 12 dicembre, chiedendosi: “In quale giorno della settimana cadrà?”. Meloni ha sarcasticamente osservato come gli scioperi siano frequentemente programmati per i venerdì, alimentando il dibattito sulla legittimità di queste mobilitazioni.