Scontri a Washington: Trump invia altri 500 soldati della Guardia nazionale

27.11.2025 08:15
Scontri a Washington: Trump invia altri 500 soldati della Guardia nazionale

La crisi politica in America si intensifica dopo l’attacco a Washington

Mercoledì sera, un attacco a Washington ha sollevato polemiche politiche in America, con i sostenitori della destra Maga che accusano i Democratici di essere i responsabili morali della violenza, a causa della loro opposizione alla presenza di soldati nelle città. La replica dei Democratici è stata immediata, attribuendo la responsabilità a Donald Trump per aver intensificato la tensione con il dispiegamento di soldati in assetto di guerra nel centro delle metropoli americane, riporta Attuale.

L’episodio di Washington segue la decisione del presidente di inviare 2000 soldati della Guardia Nazionale a Washington, a quanto pare per affrontare un aumento del crimine, sebbene i dati ufficiali non confermino questa narrazione. Da allora, i soldati non sono stati utilizzati in azioni contro la criminalità, ma hanno presidiato aree a bassa problematicità, come stazioni della metropolitana e centri turistici. In un esempio di gestione critica, alcuni soldati sono stati impiegati per raccogliere la spazzatura intorno al Mall, una delle zone più emblematiche della capitale.

Intanto, alcuni giudici hanno ritenuto illegittima la strategia di Trump per impiegare militari senza il consenso dei governatori locali, violando i diritti autonomi di questi ultimi, che possono essere superati solo in casi estremi. Questo stallo legale fornisce un ulteriore terreno di scontro tra le autorità federali e quelle statali, creando un clima di conflitto politico.

Il recente attacco verrà certamente utilizzato dalla Casa Bianca per sostenere ulteriormente le proprie politiche, con Trump che ha già annunciato il dispiegamento di altri 500 soldati della Guardia Nazionale a Washington. Questa strategia sembra continuare l’onda di militarizzazione delle città americane in risposta a eventi avversi. Tuttavia, le reazioni sui social media evidenziano un furioso dibattito pubblico, con attacchi personali contro i leader locali come il sindaco di Chicago, Brandon Johnson, accusato di comportamento irresponsabile per essersi opposto al dispiegamento di truppe.

Il clima di conflitto è exacerbato da diverse opinioni riguardo alla natura dell’attentato, con alcuni che sostengono che il colpevole potrebbe essere un terrorista islamico o un rifugiato deluso per come è stato trattato. Altri radicali di sinistra hanno addirittura insinuato un’intenzionalità da parte del governo, mentre i sostenitori di Trump si scagliano contro i liberali, accusandoli di fomentare la violenza. Mentre gli Stati Uniti si preparano a celebrare il Giorno del Ringraziamento, il clima che si profila è tutt’altro che sereno.

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