Scontri e proteste in Serbia: il governo pronto a misure straordinarie contro i manifestanti

17.08.2025 17:45
Scontri e proteste in Serbia: il governo pronto a misure straordinarie contro i manifestanti

Proteste in Serbia: Vučić annuncia misure straordinarie contro i manifestanti

Domenica, il presidente autoritario della Serbia, Aleksandar Vučić, ha dichiarato che il governo intraprenderà azioni straordinarie contro i manifestanti che da giorni protestano in modo violento per chiedere le sue dimissioni. «Vedrete tutta la determinazione dello stato serbo», ha affermato. Da cinque notti, i manifestanti antigovernativi stanno confrontandosi con gruppi di sostenitori di Vučić e con la polizia: finora, sono state arrestate 18 persone, ma il ministro dell’Interno, Ivica Dačić, ha previsto che «il numero crescerà di sicuro», riporta Attuale.

I manifestanti antigovernativi hanno assaltato le sedi del Partito Progressista Serbo (SNS), il partito di Vučić, a Belgrado, Novi Sad e Valjevo. Nonostante il nome, il SNS è un partito conservatore. Negli scorsi giorni, si sono verificati attacchi contro le sedi del SNS, che erano sempre vuote, causando solo danni materiali.

A Belgrado, sono stati colpiti anche gli uffici del Partito Radicale Serbo, una formazione di estrema destra guidata da Vojislav Šešelj, condannato per crimini contro l’umanità durante le guerre balcaniche. Vučić è stato membro e leader di questo partito fino al 2008; attualmente, il partito è parte della sua coalizione di governo.

Le proteste che si susseguono in Serbia sono iniziate a novembre del 2024, dopo la morte di 16 persone nel crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, evento simbolo della corruzione del regime di Vučić. Questo ha scatenato enormi manifestazioni, con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.

I manifestanti hanno già ottenuto le dimissioni del primo ministro Miloš Vučević, ma Vučić ha respinto le richieste di dimettersi e di indire elezioni anticipate. Negli ultimi giorni, le proteste pacifiche sono rapidamente degenerati in violenza, quando i sostenitori di Vučić hanno iniziato a attaccare gli attivisti antigovernativi, spingendo la polizia a intervenire frequentemente per reprimere le manifestazioni, quasi sempre con metodi violenti.

Immagini di manifestanti picchiati da poliziotti sono diventate virali sui social media. Vučić ha etichettato i manifestanti come «terroristi» e potrebbe sfruttare il caos per reprimere ulteriormente le proteste. Inoltre, il governo russo, con il quale Vučić ha forti legami, ha annunciato il suo sostegno al presidente serbo, affermando: «Non possiamo rimanere inerti davanti a quello che sta succedendo alla nostra sorella Serbia».

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