Segre: la parola genocidio non va usata per Gaza, «carica d’odio e tesa alla vendetta»

02.08.2025 09:55
Segre: la parola genocidio non va usata per Gaza, «carica d’odio e tesa alla vendetta»

La senatrice a vita ha affermato: «Israele non può considerarsi l’erede o il rappresentante degli ebrei europei che furono vittime della Shoah». Questa sua posizione arriva in un contesto in cui il dibattito intorno al conflitto israelo-palestinese continua a crescere in intensità, riporta Attuale.

La senatrice ha implicato che, mentre in Israele si deve affrontare la crisi dei diritti umani, in Europa è urgente aiutare sia gli israeliani che i palestinesi a evitare un’immersione in un abisso di violenza e odio. Allo stesso tempo, sta emergendo la necessità di proteggere la cultura europea da una deriva di barbarie culturale, causata da un sostegno acritico verso le posizioni più estreme di entrambi i lati. Segre ha espresso la sua ferma opposizione all’uso del termine genocidio in un contesto che considera vendicativo piuttosto che analitico: «Sminuire la responsabilità storica dell’Europa finirà per perpetuare un circolo vizioso di ingiustizie», ha dichiarato.

«Israele non è né l’erede né il rappresentante degli ebrei europei vittime della Shoah»

Secondo Segre, il messaggio di Grossman è un segnale importante: di fronte alla situazione critica che colpisce i palestinesi, è necessario riconoscere che le responsabilità sono condivise, inclusa Hamas. Essa ha sottolineato il pericolo derivante dal vedere Israele affondare in atti di abominio, supportati da leader politici che sembrano spingere per una violenza sfrenata, o da coloni che si macchiano di atti vergognosi contro palestinesi, in particolare in Cisgiordania. Sull’attuale amministrazione di Netanyahu, ha affermato: «Israele non ha il diritto di utilizzare il ricordo della Shoah per giustificare le proprie azioni estremistiche, così come questo non può diventare un motivo per alimentare l’odio verso il popolo ebraico e le vittime storiche». Ha ribadito, infine, la sua approvazione per la proposta di creare uno Stato palestinese, dicendo: «Condivido il concetto di ‘Due popoli, due Stati’. Le direttive suggerite dal presidente Macron sono lungimiranti e, se attuate, potrebbero permettere una coesistenza pacifica tra le due nazioni, anziché una annichilimento dell’altra».

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