Sentenza attesa nel caso Grillo junior, accuse di violenza sessuale di gruppo
Roma, 3 settembre 2025 – È il giorno della verità giudiziaria per il caso Grillo junior. Nel pomeriggio è attesa la sentenza nei confronti di Ciro (figlio di Beppe, fondatore del M5s) e dei suoi tre amici genovesi Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza italo-norvegese, riporta Attuale.
Questa mattina, a partire dalle 10, si è svolta l’ultima udienza del processo davanti al Tribunale di Tempio Pausania. Ieri il procuratore capo Gregorio Capasso ha concluso le repliche, così come la parte civile con le avvocate Giulia Bongiorno e Fiammetta Di Stefano. Nel tardo pomeriggio hanno iniziato le controrepliche le difese degli imputati, che si concluderanno oggi. Subito dopo, probabilmente nel primo pomeriggio, il collegio, presieduto da Marco Contu, si ritirerà in camera di consiglio per decidere la sentenza.
Al termine della requisitoria, il procuratore capo di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, ha ribadito la richiesta di condanna a 9 anni di carcere, 6 di pena base più altri tre per l’aggravante della minorata difesa e la continuazione del reato. Il magistrato ha sottolineato che gli imputati “sono inattendibili” e che “hanno adattato la loro versione a seconda delle indagini”. Al contrario, la presunta vittima “ha sempre ripetuto le stesse cose” senza mai cambiare le sue dichiarazioni, definendo ciò “la vera chiave di lettura” del processo per violenza sessuale di gruppo su due giovani donne. Capasso ha confermato la contestazione di stupro di gruppo e le richieste di condanna: 9 anni per tutti e quattro gli imputati, compreso Francesco Corsiglia, l’unico che in aula ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale, ma consenziente, con l’accusatrice. Tuttavia, il giovane ha sempre negato di aver abusato di lei e della sua amica insieme a Ciro jr, Capitta e Lauria.
I quattro imputati non saranno presenti in aula neppure oggi. Non è ancora chiaro se sarà presente la giovane italo-norvegese. Ieri, l’avvocata Giulia Bongiorno ha annunciato che la ragazza ha espresso il desiderio di assistere alla sentenza. “Aspetta questo momento da sei anni. Vuole sentire in presenza la decisione del Tribunale di Tempio Pausania”, ha detto Bongiorno. “Mi ha chiesto di venire perché vorrebbe esserci alla lettura della sentenza, ma ancora non so cosa consigliarle,” ha concluso.