Sequestro di una petroliera al largo del Venezuela da parte degli Stati Uniti
Mercoledì, gli Stati Uniti hanno effettuato il sequestro di una petroliera al largo della costa del Venezuela, operazione confermata dal presidente Donald Trump. La nave, descritta come «molto grande», è stata sequestrata «per un’ottima ragione», ha aggiunto Trump, senza fornire dettagli specifici riguardo alle motivazioni, riporta Attuale.
Il sequestro di navi commerciali di altri paesi è un evento raro per gli Stati Uniti, che da mesi esercitano pressioni per rovesciare il regime di Nicolás Maduro. Questo intervento rientra nella strategia di tensione nei confronti del governo venezuelano.
La petroliera, attualmente conosciuta come Skipper, era precedentemente chiamata Adisa e dal 2022 era soggetta a sanzioni statunitensi a causa del suo coinvolgimento nel traffico di petrolio iraniano. La procuratrice generale statunitense, Pam Bondi, ha pubblicato un video dell’operazione sui social media, mostrando militari statunitensi che si calano dalla helikopter a bordo della nave senza opporre resistenza all’equipaggio.
Fonti anonime indicate dal New York Times hanno reso noto che al momento del sequestro, la nave trasportava petrolio della compagnia statale venezuelana, Petróleos de Venezuela, utilizzando la bandiera di un altro paese sudamericano, senza registrazione formale. La sua destinazione finale era in Asia.
Dati di aziende specializzate nel monitoraggio navale citati da Bloomberg indicano che nel 2025 la Skipper ha effettuato due viaggi trasportando petrolio iraniano verso la Cina e, successivamente, ha imbarcato petrolio venezuelano. Si è chiarito che il sequestro è avvenuto a causa del coinvolgimento con il petrolio iraniano piuttosto che per legami diretti con Maduro. Non è stato specificato se il mandato di sequestro includeva la nave, il petrolio o entrambi.
Le autorità statunitensi non hanno comunicato le intenzioni riguardo la nave e il carico sequestrato, mentre Trump ha suggerito che gli Stati Uniti potrebbero tenere il petrolio. Non si conoscono nemmeno le condizioni dell’equipaggio. Funzionari intervistati dal New York Times prevedono ulteriori sequestri simili nelle settimane a venire come parte della strategia di pressione su Maduro.
L’economia venezuelana dipende fortemente dalle esportazioni petrolifere, e azioni come questa possono causare danni significativi. Dal 2019, gli Stati Uniti sanzionano le esportazioni di Petróleos de Venezuela, e la maggior parte di esse è diretta in Cina. Il governo venezuelano ha definito il sequestro come un «atto di pirateria».
Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni contro il regime di Maduro, accumulando navi e mezzi militari al largo delle coste del Venezuela e conducendo attacchi a barche presunte dedite al narcotraffico, che hanno causato oltre 80 morti. Accusano Maduro di dirigere un’organizzazione di narcotrafficanti conosciuta come Cártel de los Soles, sulla cui esistenza vi sono numerosi dubbi.
Il sequestro è avvenuto mentre María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, si trovava a Oslo, in Norvegia, per ricevere il premio Nobel per la Pace conferito a ottobre. La notte del sequestro, Machado ha fatto la sua prima apparizione pubblica dopo quasi un anno, partecipando a una manifestazione contro Maduro a Caracas.