Roma – È complesso prevedere il destino di città come Kiev, Odessa e Mariupol, mentre i missili russi continuano a colpire incessantemente, distruggendo edifici e causando tragedie umane. Tuttavia, è fondamentale guardare avanti, per offrire a Mosca una visione di unità europea e infondere speranza negli ucraini. Questo è il pensiero di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e dell’intero governo italiano, che hanno investito notevolmente nella conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina 2025, conclamata oggi a Roma. Anche il presidente Sergio Mattarella sottolinea l’importanza di far sapere a Kiev che non è sola, un messaggio cruciale di questa conferenza, in cui crede fermamente, riporta Attuale.
Il coraggio di un popolo
Accolto da Meloni e Tajani, il presidente della Repubblica rende tributo al «coraggio e alla determinazione» di un popolo che, da tre anni, affronta una guerra d’aggressione ingiustificata. Mattarella avverte che «cinismo e indifferenza» non devono guidare le relazioni internazionali e condanna fermamente la prepotenza delle potenze armate, che cercano di imporre la loro dominanza sugli altri popoli. Il suo intervento, come durante il discorso a Marsiglia, evidenzia una chiara posizione contro le politiche aggressive di Putin, sottolineando che una pace «ingiusta» non potrà mai durare a lungo.
L’abbraccio Meloni-Zelensky
Alla Nuvola dell’EUR, la premier Meloni accoglie Volodymyr Zelensky e sua moglie, Olena, affermando che l’Occidente deve continuare a sostenere l’Ucraina, aprendo così un «percorso negoziale verso la pace». Zelensky si dice pronto per un cessate il fuoco, mentre ricorda che, da parte russa, non è giunta alcuna offerta e che sarà necessario intensificare le sanzioni. La Meloni riconosce l’impegno di Trump nel processo, attribuendo a Putin la responsabilità dell’escalation di violenza, rilevando l’interesse dell’Occidente per un futuro prospero per l’Ucraina.
Miracolo economico
Miliardi e forniture di armi sono al centro del dibattito attuale, con Zelensky che chiede più risorse per la fabbricazione di droni. Meloni intravede, al termine di un percorso difficile, la possibilità di un «miracolo economico», auspicando una continuazione della collaborazione tra le industrie della difesa italiane e ucraine. Quando la guerra finalmente giungerà al termine, la premier prevede che l’ammirazione per l’Ucraina crescerà, anche grazie agli sforzi concreti, come gli accordi da 10 miliardi che Zelensky si aspetta di vedere firmati.
Chi c’è
La conferenza ha visto la partecipazione di quindici capi di Stato e cento delegazioni internazionali. Tra gli annunci, il cancelliere Friedrich Merz conferma per la Germania l’acquisto di sistemi di difesa aerea Patriot per l’Ucraina. Il polacco Donald Tusk sottolinea che non ci sarà ripresa senza una vittoria e il presidente del Consiglio dell’UE, Antonio Costa, afferma che la Russia dovrà contribuire ai costi di ricostruzione. Altri leader, come il premier spagnolo Sánchez e il greco Mitsotakis, hanno partecipato attivamente al dibattito, confermando il sostegno all’Ucraina.
Meloni esorta le aziende, tra cui Leonardo, Fincantieri ed Eni, a investire nella ricostruzione dell’Ucraina, descrivendola non come una scommessa rischiosa, ma come un’opportunità di investimento in un paese resiliente. L’Unione Europea ha già impegnato 165 miliardi in tre anni e ha liberato ulteriori 10 miliardi per sostegno ad Kiev, con l’intenzione di continuare a sostenere il paese fino al 2028 e oltre. Zelensky invoca un nuovo Piano Marshall, affermando che la ricostruzione sarà aperta soltanto agli amici, mentre chi ha relazioni commerciali con la Russia non otterrà nulla da questo processo di ricostruzione.