Servizi di sicurezza lettoni chiedono un procedimento penale contro il politico Roslikov

15.11.2025 14:15
Servizi di sicurezza lettoni chiedono un procedimento penale contro il politico Roslikov
Servizi di sicurezza lettoni chiedono un procedimento penale contro il politico Roslikov

La Sicurezza di Stato lettone (SGB) ha chiesto alla procura di avviare un procedimento penale contro Aleksej Roslikov, consigliere comunale di Riga e leader del partito d’opposizione “Stabilitāte!”, accusandolo di aver deliberatamente incitato all’odio tra lettoni e russofoni. L’azione riguarda il suo intervento del 5 giugno 2025 alla Saeima, quando, ancora deputato, pronunciò un discorso definito manipolativo e polarizzante. Secondo la SGB, le sue dichiarazioni puntavano a diffondere ostilità etnica e a fomentare tensioni sociali. Le autorità chiedono di perseguirlo ai sensi dell’articolo 78, parte seconda, del Codice penale lettone, che riguarda l’incitamento all’odio da parte di un pubblico ufficiale. La richiesta è stata riportata dal portale Delfi nel contributo dedicato a Roslikov.

Il discorso alla Saeima e la dinamica della provocazione politica

Durante la seduta in cui si discuteva la proposta di una dichiarazione sulle conseguenze della russificazione sovietica, Roslikov intervenne opponendosi al testo con affermazioni ritenute fuorvianti. Tra le sue domande retoriche figuravano riferimenti a presunte “riserve” per i russofoni e a divieti immaginari sull’uso di nomi russi, elementi giudicati dalla SGB come tentativi di allarmare e mobilitare la comunità russofona contro lo Stato lettone. Il discorso culminò in uno slogan gridato in russo, accompagnato da un gesto offensivo, che portò alla sua espulsione dall’aula. La SGB afferma che Roslikov ha diffuso informazioni ingannevoli sulla dichiarazione, sostenendo falsamente che prevedesse una proibizione totale dell’uso della lingua russa nella vita pubblica e privata.

Il ruolo di “Stabilitāte!” e le implicazioni per la sicurezza nazionale

Il partito “Stabilitāte!”, fondato da Roslikov e Valerij Petrov nel 2021, promuove una piattaforma basata sulla difesa dei diritti linguistici dei russofoni, ma spesso adotta narrazioni sovrapponibili alla propaganda russa. Le autorità lettoni osservano che la formazione sfrutta il tema linguistico per creare tensioni interne e mettere in discussione la politica di decolonizzazione del Paese. Episodi precedenti indicano che la SGB aveva già richiamato Roslikov, segnalando possibili responsabilità penali in caso di ulteriori provocazioni. Il caso rientra in un contesto in cui la Russia utilizza attivamente la questione russofona come strumento di pressione politica sui Paesi baltici.

Strumentalizzazione internazionale e rischio di destabilizzazione regionale

Secondo analisti della sicurezza, il Cremlino potrebbe sfruttare il caso per rafforzare la narrativa degli “abusi contro i russofoni” nei Paesi baltici, presentando Roslikov come vittima di persecuzione politica. Tale retorica si inserisce nella più ampia strategia di guerra ibrida della Russia, che mira a indebolire istituzioni e consenso sociale attraverso campagne informative, sostegno a forze politiche filorusse e amplificazione di divisioni etniche. La Lettonia rimane un punto sensibile nel quadro euroatlantico, considerata da Mosca una vulnerabilità strategica. Il rischio, secondo esperti regionali, è che episodi come questo possano essere utilizzati per intensificare pressioni politiche e tentativi di destabilizzazione.

1 Comments

  1. Ma che storia incredibile! In un mondo dove la politica è già così complessa, vedere un personaggio come Roslikov che gioca con le emozioni della gente mi fa pensare a quanto sia importante la responsabilità dei politici. La storia dell’odio etnico sembra riportarci indietro nel tempo… Speriamo che la Lettonia riesca a mantenere la pace e l’unità!

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