Severi problemi di sicurezza al Louvre: il rapporto mette in luce vulnerabilità e carenze strutturali

03.11.2025 09:35
Severi problemi di sicurezza al Louvre: il rapporto mette in luce vulnerabilità e carenze strutturali

Indagine sulla sicurezza del Museo del Louvre dopo la rapina

Il rapporto preliminare dell’ispettorato del ministero della Cultura francese ha rivelato gravi lacune nella sicurezza del Museo del Louvre di Parigi, dopo la rapina avvenuta il 19 ottobre. Secondo l’indagine, vi sono stati «falle nella sicurezza» e una «sottovalutazione dei rischi strutturali» legati a furti e intrusioni. Quattro persone sono state incriminate in relazione all’incidente, che ha sollevato preoccupazioni su come è stato possibile compiere il furto con facilità, riporta Attuale.

Uno dei temi più controversi è l’inadeguatezza del sistema di videosorveglianza del museo. Il capo della polizia di Parigi, Patrice Faure, ha sottolineato in audizione al Senato che molte parti del sistema sono ancora di tipo analogico, producendo immagini di bassa qualità e complicando l’analisi. Sebbene fosse previsto un progetto di ammodernamento, questo non sarà completato prima del 2030.

Una relazione della Corte dei Conti francese, che sarebbe dovuta essere pubblicata a novembre, ha rivelato che molte stanze del Louvre erano prive di telecamere, con un terzo delle stanze nell’ala della Galleria Apollo, dove sono stati rubati beni per un valore di 88 milioni di euro, senza videosorveglianza. Questa obsolescenza ha reso più facile l’operato dei ladri, come evidenziato dal fatto che la prima segnalazione alla polizia è stata fatta da un ciclista insospettitosi dalla presenza di un uomo con un gilet catarifrangente.

Inoltre, Faure ha rivelato che la licenza delle telecamere di sicurezza era scaduta a luglio, rappresentando un chiaro segnale di negligenza. Anche il quotidiano Libération ha messo in luce le problematiche di sicurezza informatica, evidenziando l’uso di sistemi operativi obsoleti, come Windows 2000 e Windows XP, che compromettevano la capacità di aggiornare i programmi necessari per gestire la sicurezza del museo.

La mancanza di personale qualificato ha ulteriormente aggravato la situazione. Durante uno sciopero lo scorso giugno, il museo era rimasto chiuso per ore a causa di insufficienza di agenti di sicurezza. Al momento della rapina, erano presenti solo quattro addetti nella suddetta area del museo, mentre, secondo i sindacati, negli ultimi 15 anni si sono persi 200 posti di lavoro su un organico totale di circa 2000 persone.

La ministra della Cultura francese, Rachida Dati, ha ammesso la presenza di «falle» ma ha affermato che i protocolli di sicurezza hanno funzionato. Il suo ministero ha promesso di attuare misure correttive, tra cui un potenziamento della sorveglianza esterna e la creazione di una nuova unità di polizia che risponderà direttamente alla presidenza, con il compito di individuare le problematiche di sicurezza del Louvre.

«Il museo non era progettato per accogliere dai 10 ai 12 milioni di visitatori all’anno. Dobbiamo adattarlo alle nuove forme di criminalità», ha sottolineato Dati, aggiungendo che tra i miglioramenti proposti ci sono sistemi di intelligenza artificiale per intercettare anomalie e movimenti sospetti, escludendo però l’uso del riconoscimento facciale.

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